Operatori telefonici e servizi assistenza clienti

24 Gennaio, 2012

Contattare il servizio assistenza degli operatori telefonici è spesso, per chi ha anche un minimo di conoscenze tecniche, un’operazione frustrante. Gli operatori di primo livello sono di solito totalmente incompetenti e seguono uno script con risposte preconfezionate basate sulla presunzione che la linea funzioni sempre e comunque bene e che il problema sia causato da fattori esterni.

Il (mitico) Scott Adams però ci consola con questa striscia: sembra effettivamente che anche oltre Atlantico la situazione non sia diversa…

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Alluvione Aulla, assemblea del comitato Rinascita Aulla e Lunigiana

20 Dicembre, 2011

Si è svolta ieri sera 19 Dicembre l’assemblea pubblica organizzata dal Comitato per la rinascita di Aulla e della Lunigiana sul tema dell’alluvione del 25 Ottobre 2011. I relatori tecnici dell’associazione hanno cercato di fornire un quadro ampio ed esaustivo su quelle che sono state le cause del disastro di due mesi fa e hanno cercato di sensibilizzare i presenti sul rischio idrogeologico tuttora presente nella nostra città.

Personalmente ho apprezzato molto sia gli interventi del metereologo Ratti che quello dell’ingegner Simonelli. Il primo ha fornito dati relativi all’evento e li ha messi in relazione con quanto accaduto negli ultimi 200 anni, il secondo si è invece soffermato su questioni di ordine pratico e operativo e ha fornito, supportandole con precisi riferimenti quantitativi, indicazioni sulle cause e modalità dell’evento. L’architetto Pucciarelli ha poi indicato le particolarità del fiume Magra mettendole il relazione alla realtà urbanistica di Aulla evidenziando rischi e criticità.

Quanto esposto dai tecnici ha confermato le mie impressioni che avevo già pubblicato su questo blog pochi giorni dopo la tragedia. La serata è stata arricchita dagli interventi del vicesindaco Bertoncini, del responsabile locale di Italia Nostra e di Tollini di Legambiente. Del primo ‘arricchimento’ avremmo certamente fatto a meno. L’intervento del vicesindaco è risultato infatti un goffo e maldestro tentativo di svincolare l’amministrazione dalle proprie opere e - soprattutto - omissioni, e di scaricare ogni responsabilità sulla diga di Teglia. L’ingegner Simonelli ha comunque smontato con i numeri questa teoria indicando in un massimo del 10% quello che potrebbe essere stato, in caso di apertura totale delle paratie, l’apporto della diga al volume totale di acqua e fango che si è riversato sulla città. Simonelli ha poi rimarcato l’assenza di comunicazioni ai cittadini e la totale mancanza di un piano di sicurezza. Sul primo di questi aspetti devo dire che non ci si sarebbe potuto aspettare molto di più da parte di chi ha dichiarato candidamente alla stampa che “di allarmi ne arrivano tanti ma poi non succede mai niente”.

Con la consapevolezza sempre più evidente della mancanza di efficacia delle amministrazioni locali (modo elegante per dire che a san ‘n man a nisciun), non ci resta che adoperarci, ognuno nel proprio piccolo, per diffondere la cultura della sicurezza e della prevenzione, sensibilizzando i cittadini e sollecitando gli adeguati interventi da parte delle preposte istituzioni.  Su questi temi il neonato Comitato, forte già di oltre 600 adesioni, potrà certamente giocare un importante ruolo.

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PEC: proroga al 31/12/2011

27 Novembre, 2011

La scadenza del termine di legge del 29 novembre 2011 per la comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica da parte delle società, è stata proprogata con una circolare emessa ieri dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Nella circolare n. 224402 del 25 novembre 2011 si suggerisce infatti alle Camere di Commercio di non applicare la sanzione prevista dalla legge “almeno fino all’inizio del nuovo anno”.

Ecco il link: http://www.postaelettronicacertificata.eu/circolare-ministero.pdf

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Alluvione ad Aulla, ecco la webcam sul Magra

6 Novembre, 2011

Quella di installare una webcam per controllare il livello del fiume Magra ad Aulla è un’idea che avevo avuto già diversi mesi fa. Poi, come tutti i progetti non prioritari, l’installazione è stata costantemente rimandata nel tempo. Col senno di poi credo che avrei dovuto dare una maggiore priorità al progetto.

In ogni caso meglio tardi che mai. La webcam è attiva anche se l’installazione è ancora provvisoria e al momento l’illuminatore notturno non è molto efficace. La webcam è raggiungibile a questo indirizzo: http://fiumemagra.lunidata.it

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Alluvione ad Aulla

2 Novembre, 2011

Trovo solo ora il tempo di scrivere in merito dall’alluvione del 25/10/2011 che ha distrutto la città di Aulla, la mia città. I danni sono enormi e la situazione, seppur notevolmente migliorata, è tutt’ora abbastanza critica. Le prospettive per il futuro non sono certo rosee, la parte maggiormente danneggiata della città è quella a più alta concentrazione di attività commerciali e molti dei negozi distrutti non riapriranno mai più. Domani si celebreranno i funerali delle due vittime ed è stato proclamato il lutto cittadino.

In questi giorni oltre al grande lavoro di pulizia e ricostruzione portato avanti dai cittadini e dai volontari arrivati da tutta Italia, abbiamo assistito ad uno sconcertante scaricabarile tra le autorità in merito alle responsabilità della tragedia. Da questo ho elaborato alcune idee sulle modalità e sulle cause di questa devastazione. Non mi ritengo certo un tecnico del settore, sono solo un semplice cittadino che ha a cuore il proprio territorio e che spera che in futuro si possano evitare ulteriori inondazioni di questa portata o che almeno se ne possano limitare i danni. Ecco quindi quanto emerge da questa settimana di fango e battibecchi sui media.

Evento eccezionale. Molti rifiutano di ammettere che l’evento sia eccezionale ma di fatto lo è. L’acqua e il fango sono arrivati dove nessuno ha mai pensato potessero arrivare. Purtroppo questo non vuol dire che l’evento non possa ripetersi.

Si è costruito dove non si doveva. Questa è stato uno dei due tormentoni ripetuti ossessivamente nei primi giorni dopo l’alluvione. Tutta la Lunigiana è ad alto rischio idrogeologico, in base a questo non si dovrebbe costruire da nessuna parte. Diciamo che alcune situazioni si sarebbero potute evitare. Realizzare un supermercato sotto il livello stradale in una zona a ridosso del fiume non è stata certo una grande idea. Dire però che non si doveva costruire è solo un modo per scaricare responsabilità sulle amministrazioni precedenti. Oltretutto ci sono stati enormi danni anche in tratti di Via Nazionale, strada che esiste da sempre e con relative costruzioni. Di fatto poi quasi tutte le città sono costruite sui fiumi (vedi Firenze, Roma, Parigi, Londra ecc…) e non certo sui monti… E comunque vengono giù anche quelli.

Colpa della diga. La diga di Teglia è additata dalla popolazione come la principale causa del disastro (secondo tormentone). Di fatto si sono verificati allagamenti e danni anche in zone a monte della diga, questo escluderebbe una responsabilità esclusiva. La Edison dice che le operazioni si solo svolte secondo le procedure. E se le procedure fossero sbagliate? L’ideale sarebbe avere la diga scarica prima che inizino le pioggie evitando così di scaricare acqua in situazioni già critiche.

Sistemate quel fiume. Diciamolo chiaramente: la manutenzione del fiume Magra è inesistente. Con le piene viene giù di tutto e il letto del fiume si è notevolmente alzato negli ultimi anni. Invece di pensare a progetti avvenieristici di messa in sicurezza, i nostri cari (in tutti i sensi) amministratori dovrebbero risolvere questo problema. Una manutenzione adeguata del Magra avrebbe sicuramente limitato i danni. Se alla manutenzione avessimo aggiunto poi un muro di protezione sul viale Lunigiana realizzato come si deve, allora, forse, non saremmo ora qui a spalare fango e a piangere le vittime.

Il ponte sullo stretto. Il ponte che collega Aulla a Podenzana è troppo basso ed ha piloni troppo larghi. Con tutto il materiale che il fiume trasporta durante le piene, l’effetto diga è assicurato. Nell’alluvione di Martedì scorso il ponte ha contribuito all’innalzamento del livello dell’acqua di almeno un metro.

A san ‘n man a nisciun. Il comune riceve l’allarme meteo a mezzogiorno (allarme A1, il più grave) ma nessuno si preoccupa. Il vicesindaco dichiarerà candidamente a Il Tirreno: “Di allarmi ne arrivano tanti, poi non succede mai niente…”. L’unica preoccupazione è il ponte di Stadano, frazione dove abitano 10 persone e che si trova 8 kilometri a valle di Aulla. Viene mandato un uomo sul posto. Sul viale Lunigiana (a 200 metri dal palazzo del comune), dove c’è un supermercato sottostrada a 10 metri dal fiume, invece non viene mandato nessuno, Tra l’altro i fiumi vanno in discesa, quando ad Aulla succede il disastro a Stadano è ancora tutto a posto. Il ponte crollerà dopo.

La sensazione di pericolo in città è stata comunque mitigata dal fatto che nella giornata dell’alluvione è piovuto - tutto sommato - poco. Uscendo di casa alle 15 avevo guardato il fiume e non mi sembrava per nulla minaccioso. Alle 18.30 mi trovo in ufficio e non mi accorgo di nulla. Sono molto impegnato con i server in quanto da diversi minuti manca la corrente e le batterie degli UPS si stanno scaricando. La mia attività si trova in una zona per poco non toccata dall’alluvione ma mia moglie è a casa con la bambina e la casa è sopra al Conad. Mi chiama disperata, mi dice che è un disastro e che sono morte delle persone. Stento a crederci, nessuno ci ha avvisati, nessun allarme, nessun altoparlante che ci abbia avverito del pericolo, nulla. Siamo in mano a nessuno.

Giochi senza campanile. A Pontremoli è tutto allagato già alle 15, tre ore e mezza prima del disastro. Il sindaco di Pontremoli manda quattro fax di allarme ad enti vari ma non avverte nè il comune di Villafranca, nè quello di Aulla, cioè i due comuni che riceveranno a breve tutta quell’acqua che sta scendendo da Pontremoli. Provo a non pensare male ma faccio fatica.

I giapponesi. Il Giappone è un territorio ad alto rischio sismico. I giapponesi non si sono limitati a non costruire ma hanno realizzato edifici e infrastrutture in grado di assorbire le scosse di terremoto. Se fosse arrivato in Italia un terremoto di intesità pari a quella del terremoto in Giappone del Marzo 2011, l’intero paese sarebbe stato raso al suolo. Il Giappone ha subito enormi danni ma non è stato raso al suolo. I giapponesi si sono organizzati contro i terremoti. Dobbiamo fare come i giapponesi, organizziamoci.

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Il megastore virtuale sotto casa è una cavolata pazzesca

21 Ottobre, 2011

Eccomi qua, fresco fresco di SMAU dove tra l’altro ho avuto modo di vedere un paio di cose interessati (un paio proprio nel senso di due), a commentare la notizia del giorno. No, la Libia non centra nulla, mi riferisco infatti all’accordo tra Datamatic e TeraShop che porterà l’e-commerce BOW nei negozi Wellcome e Vobis. Premetto che il settore retail (aimè) non mi affascina (più), tuttavia la questione mi sembra interessante e allo stesso tempo preoccupante.

Di fatto il negozio virtuale sotto casa è una mostruosità. Il negozio virtuale è lì sul mio PC, non sotto casa, dove al più può esserci un punto di consegna. BOW aveva già i TNT point con i quali operare in questa modalità e in effetti questa è la soluzione più logica per il modello di business di BOW.

Come spiegheranno i negozianti Wellcome e Vobis ai loro clienti che lo stesso prodotto si può acquistare su internet e ritirare nel loro negozio ma ad un prezzo diverso rispetto a quello del prodotto in esposizione? E dove finirà la professionalità dei suddetti? Si ridurranno di fatto ad essere dei magazzinieri a partita iva. Qualcuno obietterà che nei negozi ci sarà un maggiore afflusso e che quindi ci potranno essere maggiori occasioni di vendita. Per esperienza e conoscenza del settore posso però affermare con una discreta sicurezza che il cliente on-line acquista SOLO on-line e quindi si limiterà a ritirare il prodotto, pagare e arrivederci.

C’è movimento tra i grandi player nel settore retail ICT, come dimostra tra l’altro il recente accordo tra CDC e Buffetti.  Questo è senz’altro un bene ma, come dice giustamente mia figlia di due anni: “L’Apemaia vola e punge“, insomma, vediamo la questione a 360 gradi e non solo dal lato positivo. I grandi player dell’ICT fanno tra di loro accordi su accordi, proviamo ad indovinare chi pagherà il loro aumenti di margine?

 

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Ladri di biciclette, pardon, valigette

8 Settembre, 2011

Già che c’è la crisi e la manovra finanziaria con l’iva al 21% che quel punto in più noi piccoli ce lo digeriamo. Sì perchè ha voglia il commerialista di dire che l’iva non è nè un costo nè un ricavo. A parte che per quelli che la evadono è un ricavo, in ogni caso, se il listino per l’intervento X prevede 50 euro di costo ivato, non è che ora lo posso portare a 50.42: rimane a 50 e il punto percentuale sul mio valore aggiunto ce lo rimetto pari pari. Oltretutto poi il suddetto listino è fermo dal 2004 che con l’aria che tira mica si può fare granchè…

Comunque, oltre a tutto questo e a molto altro, oggi mi sono trovato anche la sorpresa della valigetta da lavoro rubata dal furgone. L’oggetto dal valore di ben 21,10 euro iva inclusa (ma lo aumenteranno sicuramente a 21,28) è identico a quello della foto e aveva più che altro un valore affettivo oltrechè pratico. Dentro c’erano solo pochi attrezzi, una pinza per plug, molti cavini e cavetti più un tester per i cavi di rete. Ora mi piacerebbe sapere cosa se ne farà il balordo che l’ha presa…

Per chi la ritrovasse è prevista una ricompensa, da scegliersi tra una licenza box originale di Windows Millennium (ancora incellofanata) e un box di 6 tappetini per mouse con sopra gli animali (mucche e paperette varie, però non vanno bene per i mouse ottici).

Qualcosa mi dice che non la rivedrò più…

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Traguardo volante per APICI

16 Agosto, 2011

Associazione Piccole Imprese e Consulenti per l’Informatica: si parte!

28 Luglio, 2011

Tra pochi giorni sarà ufficialmente costituita APICI, l’associazione delle piccole imprese e dei consulenti per l’informatica. Questo primo traguardo è per me fonte di notevole soddisfazione ma - ovviamente - si tratta solo dell’inizio di un’importante avventura che potrà portare alla creazione di un importante punto di riferimento per tutte le piccole aziende italiane del settore ICT.

L’atto costitutivo definitivo dell’associazione APICI è disponibile a questo indirizzo: http://associazione.apici.info/wp-content/uploads/2011/06/STATUTO-MZ-20110610.pdf mentre i punti fondamentali del ‘manifesto’ APICI sono diponibili qui: http://www.apici.info/

 

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Installazione apparati di rete dl 198/10: sviluppi decreto attuativo

28 Giugno, 2011

Nel giorno in cui il governo annuncia la liberalizzazione delle professioni (escluse ovviamente quelle di avvocato, notaio, farmacista, ingegnere, architetto, autotrasportatore) e la corte di cassazione stabilisce che è lecito coltivare mariuana sul balcone di casa, ricevo indiscrezioni sugli sviluppi in merito alla nuova normativa sull’installazione degli apparati di rete e in particolare sul regolamento che il ministero dello sviluppo dovrà emanare entro Ottobre 2011.

Ricordate la consultazione pubblica indetta dallo stesso ministero dalla quale risultava, come proposto anche da APICI, che la maggioranza degli operatori è favorevole alla totale liberalizzazione del settore?

Bene, dimenticate tutto. La consultazione infatti non ha mosso di un millimetro la posizione del ministero e, in base alle indiscrezioni di cui sopra, la nuova normativa prevederà che per installare apparati di rete sarà necessaria l’autorizzazione. Le aziende che vorranno abilitarsi dovranno rispettare i seguenti requisiti:

  • Disporre di un direttore lavori
  • Disporre di almeno tre addetti (non specificato se dipendenti o soci)
  • Disporre di locali ad uso ufficio e magazzino
  • Disporre della strumentazione già indicata nella precedente bozza (riflettometro, misuratore di terra ecc…)
  • Disporre di una copertura assicurativa non inferiore a 500000.00 euro

Il direttore dei lavori dovrà essere laureato in una materia tecnica specifica oppure diplomato ma con alle spalle almeno due anni di lavoro dipendente presso un’azienda del settore.

In materia di esclusioni viene confermata la liberalizzazioni dei sistemi con numero di punti di utilizzo non superiore a 10 a prescindere dalla complessità dell’impianto e dalla larghezza di banda fornita dall’operatore, a patto che l’installazione dell’apparato terminale di rete preveda il solo e semplice collegamento della spina al punto terminale di rete.

Questo è quanto. Il ministero non ha quindi tratto indicazioni dalla consultazione pubblica e non ha ascoltato la voce di APICI che, in alternativa alla liberalizzazione, chiedeva la separazione tra chi realizza impianti e chi esegue configurazioni. Se il testo finale non subirà modifiche (ed è probabile che sarà così) dovremmo necessariamente utilizzare al meglio lo strumento associativo per condurre, assieme alle altre organizzazioni, una battaglia per far sì che questo mercato non venga totalmente stravolto da una legge anacronistica e illiberale che (quasi) nessuno vuole.

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