Rivendere traffico telefonico con Lunitel

26 Agosto, 2010

Chi persegue l’obiettivo di poter proporre un maggior numero di servizi al proprio parco clienti potrebbe trovare interessante l’offerta di Lunitel, operatore di telefonia VoIP, che permette agli operatori del settore informatico di diventare vere e proprie compagnie telefoniche virtuali.

La partership proposta prevede due livelli: Agente e Rivenditore. Il livello agente permette di percepire una provvigione sul traffico telefonico effettuato dai clienti segnalati, la modalità rivenditore invece offre la possibilità di creare il proprio listino e fatturare direttamente il traffico: si tratta quindi di una gestione completamente autonoma del proprio business telefonico.

Dal punto di vista tecnico l’utilizzo delle linee VoIP è molto semplice. Al cliente viene assegnato un numero telefonico con prefisso locale e vengono inviati una username e una password oltre che ai parametri tecnici di configurazione, queste informazioni andranno inserite all’interno di un telefono o centralino VoIP oppure in un apposito adattatore tipo Linksys PAP2 che permette di collegare in VoIP i telefoni tradizionali. A questo punto basta collegare il tutto ad una linea ADSL e si è pronti da subito a ricevere ed effettuare chiamate a costi decisamente ridotti rispetto agli operatori tradizionali.

Le linee VoIP di Lunitel inoltre, a detta dell’operatore, permettono di superare le difficoltà tecniche dovute alle limitazioni inserite da alcuni fornitori di connettività e offrono anche, grazie al protocollo T38, la possibilità di inviare e ricevere i cari e vecchi (poco cari e molto vecchi…) FAX tradizionali.

 

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La passione si sente (e produce risultati)

20 Agosto, 2010

Credo non capiti solo a me di scrivere post sul blog con lo scopo primario di fissare un punto, di ribadire un concetto già acquisto ma a volte trascurato. In questi giorni di Agosto ho dedicato, come ogni anno, molto tempo a quelle attività che necessitano di tranquillità e assenza di interruzioni per essere portate avanti. Tra queste c’è anche lo studio di nuove opportunità di business, soprattutto quelle derivanti dallo sfruttamento delle potenzialità di Internet.

La Rete offre la possibilità di far decollare velocemente nuove idee e di conquistare agevolmente nuove e interessanti nicchie di mercato. Nonostante tutta questa abbondanza è comunque necessario che ogni iniziativa e idea siano supportate da passione impegno ed entusiasmo adeguati, solo così è possibile ottenere i risultati sperati.  Insomma, come indicavo già più di un anno fa nel mio (attuamente un po’ trascurato…) Metablog, “la passione è l’ingrediente principale per la buona riuscita di ogni attività umana”.

Quindi è meglio tralasciare ogni idea di business in quei settori che sembrano profittabili ma per i quali non si avverte altro interesse che quello - appunto - del profitto. Ora me lo segno, anzi, l’ho già fatto!

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business

Smartphone: Android al 27% in USA

3 Agosto, 2010

Android, il sistema operativo per smartphone sviluppato da Google, supera Blackberry e conquista il 27% del mercato americano, piazzandosi quindi dopo iPhone che lo precede con una quota di mercato del 33%.

Ci sono dubbi in merito a quale sarà il S.O. mobile del futuro?

Visto il trend mi sono affrettato a testare la sincronizzazione di Android 2.2 con Exchange: funziona.

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Nessuna vacca in vendita

3 Agosto, 2010

Il motore di ricerca ASK riporta nella prima pagina un vecchio articolo di questo blog, relativamente alla ricerca “vacche in vendita”.

Urgono motori di ricerca più intelligenti…

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blog

Windows XP, downgrade fino al 2020

26 Luglio, 2010

Microsoft ha annunciato che gli utenti delle versioni Pro di Windows 7 potranno richiedere il downgrade ad XP fino al 2020. Sicuramente una buona notizia per gli utenti e per gli sviluppatori in ambito business. Nell’utilizzo professionale (penso per esempio al data entry contabile o alla gestione dell’ERP) le sofisticazioni grafiche di Windows 7 risultano decisamente inutili, meglio avere la possibilità di utilizzare un SO leggero e col quale gli utenti si trovino a proprio agio.

Microsoft ha inoltre annunciato garantirà il rilascio di aggiornamenti per Windows XP SP3 fino al 2014.

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Wordpress 3.0 come CMS

12 Luglio, 2010

La versione 3.0 di Wordpress con localizzazione in italiano è appena stata rilasciata e ho subito voluto utilizzarla per un nuovo sito che sto realizzando. L’installazione (come al solito) non ha creato alcun problema e in pochi click la piattaforma era perfettamente funzionante. In pochi minuti ho trovato un layout carino e l’ho installato direttamente dalla piattaforma, senza quindi bisogno di fare l’upload dei file via FTP. Qualche modifica alle impostazioni di base e al formato dei permalink et voilà, il sito era pronto per il caricamento dei contenuti.

Insomma, realizzare un CMS con Wordpress è veramente una soddisfazione. La piattaforma è versatile e facile da gestire e permette di realizzare velocemente un prodotto di qualità senza complicare troppo la vita a chi dovrà gestire i contenuti da pubblicare. Ho consigliato spesso ai miei clienti di utilizzare Wordpress per i loro siti aziendali in quanto WP permette di ottenere risultati eccellenti con costi minimi.

L’ultima persona in ordine di tempo a seguire il mio consiglio su WP è stata Natalia, una guida professionista in Italiano a San Pietroburgo. Sul suo sito www.visitasanpietroburgo.it (realizzato con WP e dal quale ho tratto la foto del post) Natalia racconta i segreti della sua spledida città e fornisce informazioni utili a chi intenda visitarla, oltre ovviamente a proporre i suoi servizi di guida turistica.  

Tornando alla versione 3.0 di Wordpress devo dire che l’interfaccia utente non presenta particolari cambiamenti ma solo un affinamento della precedente 2.9 che era già ottima. Dal punto di vista tecnico invece sono rimasto piacevolmente sopreso dall’immediato funzionamento del caricamento media: di solito con il mio provider dovevo smanettare i diritti cartelle per poter effettuare l’upload, mentre con la 3.0 il problema non si è presentato.

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Android 2.2 sposa Exchange

8 Luglio, 2010

[...] Battezzato con il nome in codice di Froyo (‘frozen yogurt’), Android 2.2 include circa 20 nuove funzionalità, tra le quali spiccano alcune migliorie lato business, come per esempio l’integrazione e la sincronizzazione con il sistema di messaggistica aziendale Microsoft Exchange. A questo proposito Google, per bocca di Vic Gundotra, vice president of engineering della società, ha sottolineato che Android 2.2 è sicuramente diventato “Microsoft Exchange-friendly”.[...]

PC World annuncia l’uscita di Android 2.2, la nuova versione del sistema operativo di Google per palmari e smartphone. Nell’articolo viene dato particolare risalto alle nuove caratteristiche Java e Flash, in realta la disponibilità di un client “full” per Exchange mi sembra la novità più rilevante. Di fatto la disponibilità di un client Exchange perfettamente funzionante rimane il maggior argomento di vendita per gli smartphone basati su Windows Mobile, il sistema di Microsoft potrebbe quindi diventare meno interessante con l’uscita del nuovo Android. Del resto anche Nick Galea, persona che conosce bene il mercato in questione, scrive sul suo blog di un lento ma inesorabile declino dei PC fissi e di una totale disfatta per il sistema operativo mobile di casa Microsoft.

Non sono d’accordo con Nick in merito ai PC, almeno relativamente al mercato business, mentre sembra che i fatti diano ragione alla sua visione del settore mobile. Il numero di dispositivi che si basano su Windows Mobile è costantemente in diminuzione e il nuovo Android, grazie al client Exchange, potrebbe convincere i produttori ad abbandonare definitivamente il SO di Redmond.

Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi, la mia idea tuttavia è che, nonostante ci sia grande movimento e grande concorrenza nel mercato mobile, non sia ancora veramente disponibile un device che sintetizzi mobilità, autonomia e praticità d’uso e che la frammentazione e le basse performance delle reti - unite agli alti costi di utilizzo - non permettano ancora di operare in mobilità con una produttività simile a quella ottenibile con la classica postazione desktop cablata.

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Apple rules

16 Giugno, 2010

Mi piace scrivere sul blog creando l’articolo on-line, direttamente con l’editor di Wordpress. Tuttavia, disponendo al momento di una connessione GPRS di fortuna, sono costretto a pubblicare il post solo dopo averlo scritto completamente off-line. Affronto però volentieri questo disagio per dire due parole sulla recente ondata di Apple-mania esplosa a seguito dell’inizio della commercializzazione dell’iPad e dell’uscita della nuova versione dell’iPhone.

Trovo veramente assurdo che ci siano persone disposte a fare due giorni di fila fuori da un negozio per acquistare un prodotto tecnologico che non introduce di fatto alcuna innovazione degna di rilievo. Oltretutto, anche nel caso si trattasse di una rivoluzione tecnologica, tale comportamento non sarebbe affatto giustificato. Sia l’iPad che l’iPhone 4G saranno comunque tranquillamente acquistabili anche nei prossimi giorni e mesi, probabilmente anche a prezzi più accessibili.

Cosa spinge allora tante persone a mettere in atto comportamenti irrazionali peraltro molto simili a quelli riservati dai fans sfegatati alle pop-star di turno? Non ho certo la pretesa di valutare il fenomeno dal punto di vista sociologico e psicologico, mi limiterò quindi esclusivamente ad alcune considerazioni relative alla tecnica e al marketing. Come detto i nuovi prodotti Apple non introducono nessuna novità rilevante. Apparecchi simili all’iPad sono sul mercato già da diverso tempo e svolgono esattamente le stesse funzioni del nuovo nato di Cupertino. Lo Stylistic di Fujitsu, per esempio, è disponibilie già da molti anni e dal punto di vista dell’hardware non ha certo nulla da invidiare alla tavoletta di Steve Jobs. Certo, l’interfaccia è Windows, e questo per molti è un punto a sfavore, anzi, è proprio qui la differenza. Apple produce di sicuro interfacce accattivanti che però - a lato pratico - non producono vantaggi rilevanti nell’utilizzo abituale. Insomma, le innovazioni che permettono di interagire con il sistema effettuando particolari movimenti con le dita, sono da ritenersi - allo stato attuale - semplicemente fuffa, roba cioè che fa bene solo al marketing.

Se poi è vero che molti vedono Microsoft come l’impero del male, è maggiormente vero che le politiche di Apple sono - se possibile - ancora più spregiudicate in termini di mancato rispetto della libertà dell’utente rispetto a quelle del concorrente di Redmond . Chi è un po’ pratico di PC e ha provato a installare iTunes, dovrebbe sapere a cosa mi sto riferendo.

Piccola riflessione: avrò forse usato la parola “concorrente” a sproposito? Forse sì, non mi spiegherei altrimenti la presenza del client Exchange già sulla prima versione dell’iPhone (quella che non aveva nemmeno il copia-incolla, per intenderci). Che ci sia una sorta di accordo - più o meno tacito - tra Microsoft e Apple per spartirsi il mercato mondiale dell’informatica è una cosa piuttosto evidente. Ma sembra che i fans della mela non riescano ad accorgersene.

(nell’immagine lo Stylistic ST5011 di Fujitsu)

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Preferisco rigenerare a KM zero

24 Maggio, 2010

Nasce oggi il blog “Preferisco rigenerare a KM zero” con l’obiettivo di dimostrare che in quest’epoca di banalizzazione della tecnologia, dove ciò che conta è solo il business e dove nessuno vuol fare più i mestieri, è possibile comunque operare in un settore tecnologico con passione, creando valore e migliorando l’ecosostenibilità del nostro frenetico vivere.

Non sarò certo io a giudicare se l’obiettivo verrà raggiunto o meno, di certo però posso affermare che per raggiungere lo scopo non verranno risparmiati impegno e perseveranza. Insomma: non sarà un’avventura!

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E se uno non ha il computer? (reprise)

25 Aprile, 2010

Torno sul tema del post precedente con un piccolo aneddoto. Una persona che conosco si è presentata nei giorni scorsi nel mio ufficio con una richiesta che sul momento mi ha lasciato un po’ perplesso. Mi ha chiesto infatti di inviare il suo curriculum tramite e-mail in risposta ad un annuncio relativo ad un’offerta di lavoro. Le ho spiegato che se lo avessi fatto, il messaggio e-mail sarebbe stato inviato a mio nome e che sarei stato io il destinatario di eventuali risposte. Inoltre le ho fatto notare che sarebbe stato per lei un po’ penalizzante il farsi inviare l’e-mail da altri in quanto sarebbe risultata evidente la sua carenza in campo informatico. Lei ci è rimasta un po male e poi è uscita con la fatidica frase: “E se uno non ha il computer allora non può più lavorare?”

Forse non è proprio così, oltretutto stiamo parlando di un posto di lavoro da cameriera, un’attività che può certo essere svolta alla perfezione pur essendo privi di conoscenze in campo informatico. Resta però evidente che il digital divide non è relativo solo alla mancanza di connessione a banda larga (tra l’altro la zona dove abita la ragazza rientra in quelle coperte da ADSL) ma è spesso dovuto a una mentalità limitante, poco propensa ad accettare il progresso tecnologico e a sfruttarne i vantaggi offerti per migliorare le proprie condizioni di vita (cioè non solo per scaricare musica e film…).

In ogni modo, per aiutare la ragazza, ho creato un account di posta a suo nome, ho scannerizzato il documento (scritto in parte al pc e in parte a matita…) e l’ho inviato all’indirizzo e-mail indicato nell’annuncio. In bocca al lupo!

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