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Archivio per la categoria ‘comunicazione aziendale’

Nessuna vacca in vendita

3 Agosto, 2010

Il motore di ricerca ASK riporta nella prima pagina un vecchio articolo di questo blog, relativamente alla ricerca “vacche in vendita”.

Urgono motori di ricerca più intelligenti…

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Windows 7: istigazione alla stampa

9 Maggio, 2009

La pagina che indica il product key per l’attivazione della versione di test di Windows 7 mi ha lasciato un po’ perplesso. Non solo per il fatto che una comunicazione aziendale politically correct dovrebbe cercare di disincentivare - o quantomeno non incoraggiare - la stampa su carta, ma anche per il fatto che sia proprio Microsoft a dire “Please print this page for your records“.

Dal messaggio traspare infatti, e in maniera piuttosto evidente, un atteggiamento di scarsa fiducia verso gli strumenti informatici.  Perchè dovrei stampare su carta un codice di attivazione e non (come invece ovviamente ho fatto) copiarlo e incollarlo in un file di testo e poi salvare il tutto in un posto sicuro e coperto da backup?

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Siamo una Web Company

9 Marzo, 2009

Lunidata Sistemi Informatici è da oggi - ufficialmente - una Web Company. Non ho trovato su Wikipedia una definizione puntuale per questa classificazione, quindi mi sento legittimato a fornire un’interpretazione personale. Per me una Web Company è un’azienda che basa sul Web gran parte della propria attività, e che sul Web gioca un ruolo attivo.

Di fatto molti dei prodotti che trattiamo ci vengono richiesti tramite il canale Internet, da ogni parte d’Italia. Mi riferisco soprattutto a Glast, il software per la gestione dei laboratori di assistenza tecnica da noi realizzato. Lo stesso vale per TuttOK Evolution o per i componenti e i ricambi Fujitsu-Siemens che rivendiamo tramite il negozio on-line. Inoltre comunichiamo con i nostri clienti utilizzando quasi esclusivamente le e-mail e i servizi di instant messaging, e forniamo un servizio di teleassistenza che ci permette di azzerare le distanze fisiche tra noi e le nostre aziende clienti. Insomma, vi ho convinti? Siamo o non siamo una Web Company?

Io credo di sì e - per evidenziare e ufficializzare questa realtà - ho appena modificato la pagina “contatti” sul sito aziendale. Siamo una Web Company e ci troviamo a solo un click dalla tua azienda.

 

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Tu chiamale - se vuoi - “segnalazioni”

20 Febbraio, 2009

Credo che un blog dovrebbe sempre pubblicare cose originali e interessanti. A volte però c’è qualcuno che pubblica post talmente originali e interessanti da far apparire inutile tutto quello che avevi in mente di scrivere. Allora nasce il dovere di segnalare questi articoli perchè possano essere letti da più persone possibili.

Mi piace Springsteen ma non sono mai stato un suo fan. Ora mi rendo conto del mio errore. A questo proposito vi segnalo l’articolo intitolato Take a knife and cut this pain from my heart dal blog Pensieri in libertà di un imprenditore. Assolutamente da leggere e rileggere.

Tanto poi per restare nel quotidiano, vi segnalo anche questa falla nel formato PDF indicata da Il Disinformatico. Mi piacerebbe però rimandare a lunedì gli eventuali pensieri su quest’ultimo argomento… Buon week-end a tutti!

 

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Dilbert e i corporate blogs

1 Febbraio, 2009

La striscia odierna di Dilbert ha molto a che fare con i corporate blogs e mi sarà utile nei prossimi mesi per un progetto del quale avrò modo di scrivere su questo sito. Pubblico qui la striscia per condividerla con voi e per poterla ritrovare facilmente quando mi servirà. Enjoy it!

Dilbert.com
 

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Si cambia tema! (e anche hosting…)

28 Dicembre, 2008

Era arrivato oramai il momento di cambiare il tema grafico del blog. Quello vecchio - in effetti - era un po’ troppo spartano. L’occasione si è presentata con il cambio di provider web (il terzo in 4 mesi!).

Ebbenesì, dopo le ennesime 24 ore di fermo del sito ho deciso di abbandonare i serverini assemblati e le linee ADSL da 30 euro per affidarmi a un hosting web super-professionale in una vera server farm. Il mio timore però era quello di finire nelle mani della classica megaditta con organizzazione simil-ministeriale che poi, in caso di problemi, non si sa dove picchiare la testa.

Alla fine ho scelto Eos Net. La scelta è stata facile: mi è bastato leggere il loro blog. Se un’azienda ha un blog interessante, curato e aggiornato, e se nel blog non vengono censurati i commenti dei lettori, allora quella dev’essere una bella azienda. Un’azienda fatta di persone capaci e appassionate, persone con le quali è un piacere lavorare. Se poi quella stessa azienda risponde alle e-mail nell’arco di un’ora e lo fa utilizzando un linguaggio chiaro e cordiale, allora quella è proprio una bella azienda.

Bè, ottimo l’hosting, ma anche quella del nuovo tema è stata una buona scelta, non trovate?

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Natale e comunicazione a ostacoli

22 Dicembre, 2008

Come ogni anno - di questi tempi - è scattata l’operazione e-mail natalizie. Ho preparato il bigliettino, ho messo le firme dei collaboratori e inserito gli indirizzi dei destinatari in CCN, per la Privacy.

I destinatari ovviamente sono molti e può capitare che qualche messaggio torni indietro perchè magari la mailbox è piena o non esiste più.

Poi ci sono i risponditori automatici del tipo “sono fuori sede”, o di tono più drastico tipo “ho cambiato ditta/lavoro/pianeta”.

Una risposta automatica risultato dell’invio degli auguri natalizi mi ha veramente fatto ridere. Ve la riporto pari pari:

 

La mia email non è più questa.
Se vuoi avere quella nuova telefonami.
Cordiali saluti a tutti!

Ho provato così a chiamare la persona in questione al cellulare ma il numero risulta inesistente! Spero non abbia cambiato anche casa…

Buon Natale a tutti!

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  - PEC: proroga al 31/12/2011

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Certi di averLe fatto cosa gradita

3 Novembre, 2008

Il titolo rappresenta una delle frasi di circostanza in linguaggio aziendalese che proprio non sopporto. Mi capita però di leggerla spesso e ho avuto il ‘dispiacere’ di leggerla anche oggi in calce a una e-mail che mi arriva da una nota softwarehouse della quale ometto il nome certo di farLe cosa gradita.

Da dove derivi poi questa certezza non è dato a sapersi visto che mai ho manifestato il mio gradimento in merito a tali comunicazioni e, sebbene non possa esserne sicuro, ho modo di ritenere che nemmeno altri lo abbiano mai fatto.

Vogliamo poi parlare del “le” con la elle maiuscola? Forse è meglio di no…

Colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.

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La mia banca non è diversa

12 Ottobre, 2008

La strategia di comunicazione della mia banca non è certo ‘2.0′. In effetti è la stessa di 20 anni fa e già allora era abbastanza scadente. Questo potrebbe essere tollerabile se come contropartita avessi condizioni economicamente molto vantaggiose. Ma non è proprio così.

Premetto che non sono certo il tipo di cliente ‘rompiscatole’ in quanto non ho mai chiesto condizioni o trattamenti di favore. In più sono cliente di questo istituto da oltre 20 anni e, annualmente, lascio alla banca diverse centinaia di euro in commissioni, senza contare gli interessi.

Tuttavia, di recente, ho pensato di domandare al direttore se c’era la possibilità di ridurre il costo, a mio giudizio troppo elevato, dei bonifici effettuati online, operazione che peraltro molti istituti offrono gratuitamente. Diversi giorni dopo, non avendo ottenuto risposte, ho chiesto spiegazioni al direttore e lui, candidamente, mi ha detto che se ne era dimenticato ma che comunque avrei dovuto “avere speranza”.

Queste parole e il tono con il quale sono state pronunciate mi hanno fatto capire quale sia l’idea di rapporto banca/cliente che il direttore (e quindi di riflesso tutta l’azienda che rappresenta) ha in mente: un modello monarca/suddito che personalmente credo non sia più attuale. E dev’essere proprio questo il modello al quale la banca in questione si ispira, altrimenti non si spiegherebbe quella imbarazzante situazione che ogni anno si ripropone verso Natale, quando l’impiegata o il direttore stesso ti chiamano da una parte per consegnarti agenda e calendario quale concessione del ‘monarca buono’ al suo suddito fedele.

Le carenze nella gestione della comunicazione unite agli alti costi e ad altri disagi, quali ad esempio le perdite di tempo dovute alla riduzione del numero di sportelli, mi hanno portato ormai alla decisione di chiudere questo rapporto e di aprire un conto presso un istituto che opera prevalentemente online, ma è evidente che nella decisione l’aspetto della comunicazione ha giocato un ruolo fondamentale.

Sembra che alcuni operatori o intere categorie del settore dell’economia, forti di posizioni ormai acquisite, non considerino ancora questo aspetto come importante. Ma l’esperienza recente insegna che tutto può cambiare e i cambiamenti avvengono con velocità che 5 o 10 anni fa non erano nemmeno immaginabili. Ditelo anche al direttore.

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Corporate blogging

4 Settembre, 2008

Segnalo questo articolo su BlogPMI dal quale è nata una discussione tutto sommato costruttiva sull’uso dei corporate blog. La conclusione del mio pensiero comunque è che il pubblico dei blog è sufficientemente attento e smaliziato da individuare e smascherare gli utilizzi impropri dello strumento come dimostrano clamorosi episodi già accaduti, quali ad esempio il caso della casa cosmetica Vichy.

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