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Archivio per la categoria ‘telefonia’

Operatori telefonici e servizi assistenza clienti

24 Gennaio, 2012

Contattare il servizio assistenza degli operatori telefonici è spesso, per chi ha anche un minimo di conoscenze tecniche, un’operazione frustrante. Gli operatori di primo livello sono di solito totalmente incompetenti e seguono uno script con risposte preconfezionate basate sulla presunzione che la linea funzioni sempre e comunque bene e che il problema sia causato da fattori esterni.

Il (mitico) Scott Adams però ci consola con questa striscia: sembra effettivamente che anche oltre Atlantico la situazione non sia diversa…

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Rivendere traffico telefonico con Lunitel

26 Agosto, 2010

Chi persegue l’obiettivo di poter proporre un maggior numero di servizi al proprio parco clienti potrebbe trovare interessante l’offerta di Lunitel, operatore di telefonia VoIP, che permette agli operatori del settore informatico di diventare vere e proprie compagnie telefoniche virtuali.

La partership proposta prevede due livelli: Agente e Rivenditore. Il livello agente permette di percepire una provvigione sul traffico telefonico effettuato dai clienti segnalati, la modalità rivenditore invece offre la possibilità di creare il proprio listino e fatturare direttamente il traffico: si tratta quindi di una gestione completamente autonoma del proprio business telefonico.

Dal punto di vista tecnico l’utilizzo delle linee VoIP è molto semplice. Al cliente viene assegnato un numero telefonico con prefisso locale e vengono inviati una username e una password oltre che ai parametri tecnici di configurazione, queste informazioni andranno inserite all’interno di un telefono o centralino VoIP oppure in un apposito adattatore tipo Linksys PAP2 che permette di collegare in VoIP i telefoni tradizionali. A questo punto basta collegare il tutto ad una linea ADSL e si è pronti da subito a ricevere ed effettuare chiamate a costi decisamente ridotti rispetto agli operatori tradizionali.

Le linee VoIP di Lunitel inoltre, a detta dell’operatore, permettono di superare le difficoltà tecniche dovute alle limitazioni inserite da alcuni fornitori di connettività e offrono anche, grazie al protocollo T38, la possibilità di inviare e ricevere i cari e vecchi (poco cari e molto vecchi…) FAX tradizionali.

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Smartphone: Android al 27% in USA

3 Agosto, 2010

Android, il sistema operativo per smartphone sviluppato da Google, supera Blackberry e conquista il 27% del mercato americano, piazzandosi quindi dopo iPhone che lo precede con una quota di mercato del 33%.

Ci sono dubbi in merito a quale sarà il S.O. mobile del futuro?

Visto il trend mi sono affrettato a testare la sincronizzazione di Android 2.2 con Exchange: funziona.

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Android 2.2 sposa Exchange

8 Luglio, 2010

[...] Battezzato con il nome in codice di Froyo (‘frozen yogurt’), Android 2.2 include circa 20 nuove funzionalità, tra le quali spiccano alcune migliorie lato business, come per esempio l’integrazione e la sincronizzazione con il sistema di messaggistica aziendale Microsoft Exchange. A questo proposito Google, per bocca di Vic Gundotra, vice president of engineering della società, ha sottolineato che Android 2.2 è sicuramente diventato “Microsoft Exchange-friendly”.[...]

PC World annuncia l’uscita di Android 2.2, la nuova versione del sistema operativo di Google per palmari e smartphone. Nell’articolo viene dato particolare risalto alle nuove caratteristiche Java e Flash, in realta la disponibilità di un client “full” per Exchange mi sembra la novità più rilevante. Di fatto la disponibilità di un client Exchange perfettamente funzionante rimane il maggior argomento di vendita per gli smartphone basati su Windows Mobile, il sistema di Microsoft potrebbe quindi diventare meno interessante con l’uscita del nuovo Android. Del resto anche Nick Galea, persona che conosce bene il mercato in questione, scrive sul suo blog di un lento ma inesorabile declino dei PC fissi e di una totale disfatta per il sistema operativo mobile di casa Microsoft.

Non sono d’accordo con Nick in merito ai PC, almeno relativamente al mercato business, mentre sembra che i fatti diano ragione alla sua visione del settore mobile. Il numero di dispositivi che si basano su Windows Mobile è costantemente in diminuzione e il nuovo Android, grazie al client Exchange, potrebbe convincere i produttori ad abbandonare definitivamente il SO di Redmond.

Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi, la mia idea tuttavia è che, nonostante ci sia grande movimento e grande concorrenza nel mercato mobile, non sia ancora veramente disponibile un device che sintetizzi mobilità, autonomia e praticità d’uso e che la frammentazione e le basse performance delle reti - unite agli alti costi di utilizzo - non permettano ancora di operare in mobilità con una produttività simile a quella ottenibile con la classica postazione desktop cablata.

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Impresa Semplice e Confartigianato: quali vantaggi per i soci?

18 Dicembre, 2009

Telecom sta martellando - soprattutto su Radio24 - con la pubblicità di Impresa Semplice e della convenzione con Confartigianato. ”Confartigianato ha scelto Impresa Semplice come partner per i suoi associati”, così recita lo spot. Immagino che sia stata una decisione ben ponderata, presa valutando attentamente i vantaggi proposti da diversi concorrenti…

Allora, visto che sono iscritto all’Associazione, provo a valutare l’offerta che Confartigianato e Telecom mi riservano. Posso scegliere tra BASE+, COMPLETA e PLUS: scelgo la prima, cioè la più economica. Il costo è di soli 56.00 euro mensili al netto dell’iva ma occhio all’asterisco: il prezzo è valido solo per i primi sei mesi dopodichè si passa a 61,00 euro. Inoltre l’asterico ha due rimandi, il secondo dei quali è inserito in calce alla pagina e parla di un contributo per l’attivazione il cui importo non è indicato. La linea è pubblicizzata come “all inclusive” ma non è specificato ciò che è veramente incluso nel prezzo è cosa non lo è. Perchè è ovvio che con 56.00 euro mensili avrò un certo plafond di chiamate comprese ma questo non mi permetterà, ad esempio, di rimanere collegato 24 ore su 24 con un utenza cellulare oppure con una internazionale. La linea comunque permette di telefonare, navigare in Internet, inviare e ricevere fax, utilizzare il POS, insomma un sacco di belle novità. La velocità dell’ADSL non è specificata ma immagino sia la solita ADSL a 7 mega di Telecom, quella cioè che mette a disposizione ben 20kbps (sì, kpbs) di banda garantita.

L’offerta BASE+ prevede anche una Linea mobile con tariffa voce a consumo, senza canone e con sconti sul traffico esclusivi per gli associati, tariffe e sconti -ovviamente - non pubblicati. C’è anche un telefonino compreso ma non per chi una linea già ce l’ha, cioè praticamente tutte le aziende non di nuova costituzione. Per tutti invece un bellissimo apparecchio comprensivo di telefono, scanner, copiatrice a colori e fax, tutto in uno, probabilmente uno di quei famigerati aggeggi con i nomi dei pittori…

Chiudono l’offerta una casella e-mail del tipo nome@nomeazienda.191.it (very cool) e una casella di posta certificata, indispensabile per ogni artigiano. Come ogni offerta che si rispetti esiste una scadenza: dopo il 31/12/2009 infatti la tariffa passerà a 63.00 euro e non dimentichiamoci che i costi sono mensili e iva esclusa: occasione da non perdere?

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Abroghiamo il DM 314/92 sulla telefonia

6 Dicembre, 2009

Nonostante spesso si senta parlare di vuoti legislativi in determinati settori, il nostro paese si è nel tempo dotato di un numero impressionante di leggi che hanno l’obiettivo di regolamentare qualsiasi azione umana secondo l’italica filosofia del si può fare solo ciò che è esplicitamente permesso, la quale si contrappone nettamente al pensiero di matrice anglosassone secondo il quale si può fare tutto ciò che non è espressamente vietato. Inoltre molte delle nostre leggi, oltre a essere macchinose e di difficile applicazione, sono obsolete e rappresentano un freno allo sviluppo in quanto pongono seri limiti all’iniziativa privata in campo economico; tra queste leggi troviamo il famigerato DM 314/92 che regolamenta l’attività di installazione di impianti e attrezzature telefoniche.

Pensare che il settore degli impianti telefonici, tra i quali rientrano anche quelli per la trasmissione dati, sia regolamentato da una legge del 1992 potrebbe far ridere, in realtà la situazione è triste e sconfortante. Il DM infatti prevede che chi installa apparecchi collegati a linee telefoniche o di trasmissione dati debba disporre di un’adeguata licenza rilasciata dal ministero competente. Fin qui nulla di strano, siamo abituati a chiedere il permesso per fare qualsiasi cosa, in base allo spirito di cui sopra. Il problema in realtà è rappresentato dall’allegato 13 il quale stabilisce quali siano i requisiti per ottenere la licenza di installatore come previsto dal DM 314/92. Per ottenere il patentino di categoria 2, quello cioè necessario per installare anche solo un banalissimo modem ADSL, un’azienda dovrebbe possedere i seguenti requisiti:

Locali:
Un locale ad uso ufficio presso cui ha sede l’impresa.
Un deposito di adeguate dimensioni ad uso esclusivo dell’impresa che possa contenere le varie apparecchiatura di telecomunicazioni, le attrezzature di cantiere e di squadra.

Dipendenti:
Una unita’ addetta alla direzione dei lavori.
Quattro unità addette all’esecuzione dei lavori e/o alla manutenzione delle apparecchiatura terminali.

Strumenti:
Dotazione individuale di strumentazione di base per ogni unità addetta all’esecuzione dei lavori.
Misuratore di terra e multimetro digitale da laboratorio, impulsografo o impulsometro, reflettometro per reti locali; la strumentazione deve essere conforme alle specifiche tecniche dichiarate dal costruttore.

Automezzi:
Tre automezzi di cui un autofurgone.

Insomma, per collegare alla linea telefonica un qualsiasi apparecchio che abbia una complessità solo appena superiore a quella di un telefono analogico, occorre disporre di un ufficio, un magazzino, 3 automezzi e 5 dipendenti. Questo evidentemente mette fuorilegge la quasi totalità di installazioni di modem e router ADSL in Italia e le sanzioni per il mancato rispetto della normativa, sono a carico del cliente e non della ditta che esegue l’installazione.

In più la normativa non prevede la figura del consulente indipendente, cioè di quella persona priva di uffici e dipendenti, che si ritrova a sistemare i problemi irrisolti dagli installatori provvisti di patentino e che magari - se dispone di una certa coscienza ecologica - dai clienti ci va in bicicletta e non in furgone. In questo caso siamo evidentemente di fronte a un vuoto legislativo visto che nella realtà questa figura esiste eccome

Alla luce di tutto questo, considerando anche l’enorme evoluzione che il settore della telefonia e della trasmissione dati ha avuto dal 1992 a oggi, risulta evidente che il DM 314 vada abrogato e che il settore vada regolamentato distinguendo nettamente chi realizza cablaggi da chi effettua configurazioni dei sistemi. I primi dovrebbero adeguarsi a normative simili a quelle già previste per gli installatori di impianti elettrici (giuste o sbagliate che siano ma questo è un argomento diverso), mentre i secondi dovrebbero potersi assumere le proprie responsabilità autocertificando le competenze possedute o - magari -sostenendo un test di abilitazione sulla falsariga di quello già previsto per la patente di radioamatore.

Visto il disinteresse dei legislatori e vista anche la scarsa efficacia delle associazioni di categoria che in questi anni poco hanno fatto per cambiare le cose, sarebbe auspicabile un’azione diretta da parte degli operatori del settore per sollecitare il governo a muoversi in questa direzione, insomma: dovremmo muoverci e farci sentire!

Link:
Per Confartigianato è necessario liberalizzare completamente il settore
Assoprovider ritiene essere ordinaria amministrazione l´abrogazione del Dm314
L’abrogazione del Patentino degli Installatori non può aspettare un altro Governo
Router ADSL? Solo un tecnico può installarlo

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Non sempre è un’ Impresa Semplice…

25 Novembre, 2009

Trovare la giusta soluzione non sempre è un’Impresa Semplice.

Con questo slogan il nostro partner Siportal ribalta la strategia di comunicazione di Telecom Italia e promuove i propri servizi di connettività e telefonia. La mossa è effettivamente geniale e dà la giusta impressione, cioè quella di un partner che può fornire servizi adeguati al cliente in alternativa a prodotti massificati al quale il cliente dovrà adeguarsi.

Purtroppo Siportal non può dedicare alla pubblicità gli stessi budget di cui Telecom Italia dispone e - di conseguenza - deve cercare di massimizzare l’effetto della propria comunicazione osando un po’ più. Il “purtroppo” è riferito alla constatazione che nell’acquisto di servizi ADSL professionali gli utenti spesso sono attratti più dagli spot pubblicitari che dalle effettive potenzialità dei servizi acquistati e questo permette agli operatori principali di fare un po’ ciò che vogliono, compreso l’inventarsi strani standard di funzionamento come la connessione sulla connessione. Chi ha avuto di recente a che fare con uno dei micidiali router bianchi di Telecom Italia sa di cosa sto parlando.

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Disdire Telecom - update

7 Gennaio, 2009

Da stamattina la linea Telecom è stata disattivata. Come ho scritto nel mio articolo precedente sul tema, la richiesta di portabilità è stata fatta il 12 Dicembre, quindi ci sono voluti oltre 20 giorni. Considerando il periodo festivo direi che non è male. Comunque la cosa bella e che funziona tutto, fax compreso, e che ora abbiamo 2 linee telefoniche a canone zero! Sono quasi commosso…

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Il marketing del terrore di Telecom & partners

12 Dicembre, 2008

Premetto che con Telecom Italia ho il dente (anzi, il dentino…) avvelenato. Primo perchè mi hanno già attivato due volte tariffe e servizi non richiesti. Secondo perchè stiamo parlando di un’azienda che sfrutta la propria posizione per entrare - e fare danni - in business che non le appartengono.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso comunque è stata la telefonata di stamattina. La chiamata mi arriva con ID nascosto, probabilmente si tratta della solita agenzia Telecom che mi ha creato i problemi di cui sopra e che avevo provveduto, a suo tempo, a denunciare.

Nel momento in cui mi arriva la telefonata sono molto impegnato in quanto ho davanti una persona e sto già parlando al cellulare, quindi alla signorina che mi dice “Pronto, chiamo da Telecom Italia, posso parlare con il responsabile?”, io rispondo: “Guardi, in questo momento sono molto impegnato, in ogni caso le faccio presente che non sono interessato ad alcuna offerta sulla telefonia”.

Non sono stato certo troppo cortese e mi aspetto una replica di pari tono. Ma la reazione della signorina è talmente arrogante e minacciosa che mi lasca letteralmente basito. Riporto fedelmente le sue parole: “Ah! Allora lei non vuole parlare con Telecom! Bene, se ne accorgerà nella prossima bolletta!“. E mi attacca il telefono.

L’atteggiamento è veramente assurdo. Insomma, sono già un cliente Telecom e pago già all’azienda 64,06 euro + iva ogni bolletta solamente per avere una linea telefonica. Linea che uso solo in ricezione visto che il 100% delle chiamate in uscita viene effettuato con VOIP su linea ADSL naked SiADSL. Cos’altro vogliono da me questi signori? Vogliono che sia contento di ricevere le loro fastidiose telefonate e che abbocchi ad ogni loro pseudo-offerta? Pretendono infine di minacciarmi se non seguo come un cagnolino lo script previsto per la telefonata? 

Bè, la conclusione della storia è che ho contattato subito il nostro provider e partner Siportal per trasferire il vecchio numero di telefono su linea VOIP e: addio Telecom, non mi mancherai. Del resto non era stato mai vero amore…

 

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Scusa caos se ti chiamo “Telecom”

8 Settembre, 2008

Non è certo difficile trovare argomenti da usare contro Telecom Italia, cioè l’azienda monopolista della rete telefonica italiana. Oltre ai problemi delle attivazioni di servizi non richiesti (di cui sono stato personalmente vittima), quello che si avverte è un totale malfunzionamento del sistema. Insomma, un caos.

L’ultima esperienza riguarda un cliente al quale è stata ‘gratuitamente’ modificata la linea ADSL, con conseguente cambio di router e di impostazioni di rete varie. Il tecnico che ha eseguito l’installazione era totalmente incapace di installare un router per cui ha dovuto abbandonare l’installazione e passare l’intervento ad un altro collega. Una volta terminato l’intervento il cliente, ovviamente, non era più in grado di inviare posta da outlook in quanto la nuova linea utilizza un SMTP diverso. Il call center, dopo aver fatto fare al cliente una serie di prove tecniche completamente inutili, ha lasciato l’azienda in balia del problema declinando ogni responsabilità.

A questo punto il cliente si rivolge a noi. Una volta inquadrato il problema, gli chiediamo di richiamare il call center e di farsi indicare l’indirizzo SMTP corretto. Ma loro ne indicano uno sbagliato e a questo punto non ci resta che risolvere il problema per tentativi.

Questo è quello che accade giornalmente nelle piccole aziende e uffici italiani. La speranza è che Telecom Italia torni a occuparsi in maniera seria del proprio core-business. Più industria quindi, e meno finanza.

ST 

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