Il futuro è nella nuvola?
Non si parla d’altro. Sembra che tutto il resto sia diventato - all’improvviso - obsoleto. Dinamic Infrastructures Conversations ne parla in quattro articoli su cinque (a proposito, grazie per il link!), e su ogni sito o blog tecnologico, è diventata la parola d’ordine.
Mi riferisco al Cloud Computing, ovvero di quell’insieme di tecnologie informatiche che permettono l’utilizzo di risorse distribuite. Per semplificare ulteriormente si può dire che il Cloud Computing permette di utilizzare in locale una risorsa (ad esempio un’applicazione o addirittura un sistema operativo completo) che in realtà è distribuita su diversi server collegati tramite Internet (la nuvola, appunto).
Bene, pare che questo sarà il futuro dell’informatica, è solo una questione di tempo. Questione peraltro non da poco per chi opera nel settore. Personalmente sono un po’ scettico sulla possibilita di una rapida diffusione di questa tecnologia, e mi riferisco soprattutto al mercato small business/soho. Lo scetticismo non deriva da sfiducia nelle potenzialità del Cloud Computing, ne è una mia caratteristica personale. Di fatto - però - la realtà che tocco con mano ogni giorno è molto meno evoluta e molto più conservatrice di quanto sarebbe necessario per consentire un’adozione rapida di un paradigma tecnologico così innovativo. Inoltre c’è il problema della qualità della connettività che da noi in Italia non è certo ai massimi livelli.
A questo aggiungo le difficoltà che personalmente ho affrontato nel proporre la nostra soluzione gestionale Glast in modalita SaaS, difficoltà dovute al fatto che alle piccole aziende non piace lasciare i propri dati fuori sede.
La rivoluzione forse ci sarà, ma si tratterà probabilmente di un processo progressivo e piuttosto lineare. Intanto, per fare un po’ di test ’sulle nuvole’, ho provato il servizio gratuito offerto da icloud. Si tratta di un desktop virtuale che presenta una bellissima interfaccia grafica, decisamente Vista-like. Il servizio, nonostante sia in fase beta, funziona egregiamente. Xcerion, l’azienda di icloud, ha alcune sedi in Svezia e una filiale a Seattle. Chissà su quale server girava il mio desktop…
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