Lasciateci lavorare

31 Maggio, 2011

Sistri, MUD, Privacy, Elenco VIES, Blacklist, Reverse Charge, DL 198/10, comunicazione degli importi superiori ai 3000,00, questi sono solo alcuni degli adempimenti burocratici che gravano in maniera rilevante sulle piccole aziende italiane. Tutto questo ‘impreziosito’ dal fatto che ciò che ci si aspettava era invece una stagione di liberalizzazioni e semplificazioni.

Le attenzioni del legislatore pare si siano concentrate esclusivamente sulla velocizzazione del’iter necessario per l’apertura di una nuova ditta. Ok, ora posso avere la partita iva e tutte le iscrizioni in un giorno, ma a cosa mi servono se poi non posso fare nulla (eccetto ovviamente pagare le tasse)?

Intanto al ministero dello sviluppo si discute di sostegni alle professioni senza ordini. Purtroppo ormai appena sento parlare di ministri, ministeri, ordini professionali e compagnia bella, mi viene la pelle d’oca. Le ’strategie di sostegno’ sarebbero una bella cosa se non venissero più che controbilanciate dalle ’strategie di annientamento’. HELP!

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Consultazione pubblica sulla normativa per l’installazione degli apparati di rete

14 Aprile, 2011

Si chiuderà il 15/04/2011 la consultazione pubblica per la raccolta di orientamenti, osservazioni e commenti sulla bozza di decreto attuativo del DL198/10. Su questo tema APICI, l’associazione delle piccole imprese e consulenti per l’informatica, ha prodotto una propria proposta che prevede come prima opzione la completa liberalizzazione del settore. In alternativa è previsto un quadro normativo che liberalizzi le installazioni comuni e riconosca la figura del professionista informatico che si occupa della sicurezza dei sistemi.

L’associazione invita tutti coloro che condividano tale proposta, seppur non iscritti ad APICI, a inviare entro la scadenza una e-mail all’indirizzo comunicazioni.consultazione@sviluppoeconomico.gov.it indicando un testo di questo tipo:

Oggetto: Consultazione pubblica normativa installazione apparati di rete

Il sottoscritto (nome) (cognome) in qualità di (imprenditore, titolare o socio di azienda, tecnico informatico, privato cittadino ecc…) dichiara di condividere la proposta elaborata dall’associazione Progetto APICI e presente all’indirizzo web http://associazione.apici.info/wp-content/uploads/2011/04/cosultazione_pubblica_proposta_apici.pdf in merito alla nuova normativa che regolamenterà l’installazione degli apparati di rete.

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Scadenza Privacy: mi serve un DPSS

30 Marzo, 2011

Chi è capitato più di una volta su questo blog conosce il mio interesse per l’argomento privacy in azienda e negli studi professionali, argomento sul quale ho, tra l’altro, aperto un blog specifico. Quest’anno tuttavia, preso da altri impegni e - soprattutto - dalla questione della nuova normativa sull’installazione degli apparati di rete, non dedicherò molto tempo a questo tema ma mi limiterò a segnalare tre link che, combinati, forniscono un quadro preciso della situazione.

Piccola parentesi sul titolo del post: qualche anno fa mi chiamò un cliente che mi disse: “Mi ha detto il commercialista che mi serve un DPS…”. Da quella frase e dalla successiva visita al cliente stesso, capii che c’era qualcosa che non funzionava nella normativa e nella sua percezione da parte degli operatori economici e dei consulenti fiscali.

In conclusione ecco i tre link di cui sopra:

La privacy in azienda. cosa si dovrebbe fare

La privacy in azienda: cosa viene fatto effettivamente

La privacy in azienda: qual è il livello di interesse degli imprenditori sul tema

 

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Normativa installazione apparati di rete: bozza decreto attuativo

28 Marzo, 2011

Il Ministero dello Sviluppo Economico (vedi foto) ha pubblicato una bozza del decreto attuativo per la regolamentazione dell’installazione degli apparati di rete (ex. DM314/92).

Diciamo che la prendo in ridere, visto anche che il mio ufficio è al piano terra e quindi sarebbe inutile lanciarsi dalla finestra. Oltretutto l’ufficio non ha finestre… sono in una botte di ferro, anzi, di cartongesso.

Scherzi a parte, qui la faccenda è seria. In pratica la nuova legge e questa bozza di decreto attuativo (che in quanto bozza non sarà il decreto definitivo ma c’è da immaginare che le modifiche non saranno certo strutturali) non fanno altro che mantenere la situazione attuale già prevista dal famigerato e odiato DM314/92.

Quindi, cambiare tutto per non cambiare nulla, per la gioa delle Telecom varie e della lobby del patentino. Il Ministero ha attivato una consultazione pubblica per dialogare con il settore e ottenere delle indicazioni sulle modifche da apportare. In merito a questo la nostra associazione APICI ha già attivato contatti con altre associazioni di categoria in modo da far pervenire una proposta comune per le modifiche al testo. Faremo tutto il possibile per ottenere qualcosa di positivo per la nostra categoria, anche se - ovviamente - la cosa migliore sarebbe stracciare il tutto, gettarlo nel bidone della differenziata (rifiuto secco non riciclabile) e ripartire da zero. O meglio ancora non ripartire affatto e lasciare il settore totalmente libero, ma qui siamo proprio nel mondo dei sogni.

Lasciamo quindi stare le utopie e concentriamoci sul concreto: è necessario dare la massima forza possibile alla nostra associazione in modo tale da poterci far sentire in quanto la posta in gioco per noi è troppo alta per poter pensare di arrenderci a chi vuole azzerare le nostre attività e farci buttare al vento anni e anni di lavoro e relative compentenze acquisite, e questo solo perchè non siamo noi - per cultura e questioni pratiche - persone che rompono le balle andando su tetti, bloccando le autostrade ecc… Che il nostro essere miti e il nostro rispetto per gli altri non siano però un alibi per non combattere contro chi vuole toglierci la libertà di lavorare autonomamente, con passione e competenza.

Per aderire al progetto APICI: http://associazione.apici.info/index.php/aderisci

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Cercasi collaboratore

14 Febbraio, 2011

Da diversi anni ormai coltivo un hobby abbastanza particolare: leggere gli annunci di lavoro. Credo che questo sia in modo pratico per capire dove vanno i mercati e la società, insomma, per rimanere in collegamento con la realtà dell’economia contemporanea.

Da questa bizzarra attività ricavo una domanda alla quale non trovo una risposta adeguata: a fronte di migliaia e migliaia di ricerche, come mai il livello di disoccupazione nel nostro paese è così elevato?  Qualcosa non torna…

C’è però un’altra domanda alla quale ho invece trovato una risposta che credo sia corretta. In tutti questi anni di attività nel settore dell’elettronica prima (dal 1992) e dell’informatica poi (dal 2000), ho cercato e trovato diverse risorse tecniche e commerciali che hanno lavorato con me in qualità di dipendenti. Tra questi c’erano persone più o meno valide, più o meno capaci e/o affidabili, insomma, una vasta gamma di caratteristiche individuali e di livelli di capacità e preparazione. Quello che però non mi è mai capitato di trovare è un ‘collaboratore’. Intendo con questo termine una persona che porti in azienda un suo capitale di risorse, non necessariamente economiche, che possano contribuire alla crescita dell’attività, con il conseguente risultato poter aspirare a livelli di profitto maggiori in confronto a quelli che potrebbe creare singolarmente con il proprio lavoro autonomo o dipendente e con la ulteriore conseguenza di creare una propria posizione di forza e stabilità all’interno dell’azienda che sia certamente superiore a quella garantita da un normale contratto di lavoro seppur a tempo indeterminato.

La domanda perciò è: come mai non ho mai avuto la fortuna di trovare un collaboratore? Ecco la risposta: non l’ho mai cercato. Da oggi quindi scatta l’operazione Cercasi Collaboratore in quanto gli obiettivi di crescita di una microazienda, specie del settore informatico, non possono che basarsi - in assenza di grandi investimenti - su responsabilità e impegno diffusi. PS. astenersi perditempo!

 

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Associazione piccole aziende informatica: ripartono le iscrizioni

17 Gennaio, 2011

Dopo alcuni giorni di pausa dovuti alle feste natalizie, sono riprese le richieste di pre-iscrizione al progetto APICI, l’associazione per le piccole imprese e i consulenti del settore informatico. Di questo passo il numero minimo di iscritti che era stato stabilito per la partenza del progetto sarà sicuramente raggiunto in breve tempo. Intanto sono in fase di realizzazione sul sito dell’associazione l’area privata e il forum.

Il link al modulo per effettuare la pre-iscrizione al progetto APICI è: http://www.apici.info/aderisci.vsf

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Associazione piccole aziende informatica, piovono le richieste di adesione

21 Dicembre, 2010

Visto il meteo di questi giorni forse sarebbe stato più appropriato utilizzare “fioccano”, in ogni caso la realtà è che, nonostante il periodo prefestivo e nonostante al momento l’iniziativa non sia ancora stata adeguatamente pubblicizzata, le richieste di adesione al progetto APICI iniziano ad essere numerose.

L’obiettivo è quello di creare un’associazione di piccole aziende e consulenti che operano nel settore informatico allo scopo di intraprendere iniziative a sostegno e tutela della categoria. In primis sarà necessario influire sul processo di definizione dei requisiti necessari per ottenere l’autorizzazione all’installazione degli apparati di rete, requisiti che dovranno essere definiti dal legislatore entro il 22 Ottobre del 2011. La normativa condizionerà pesantemente il settore perciò e necessario che i requisiti che saranno definiti rispecchino la realtà del settore e non vadano a tutelare solo gli interessi dei grandi operatori della telefonia.

Per ottenere questo obiettivo sarà importante contare su un alto numero di iscritti, l’invito è quindi quello di aderire senza alcun impegno al progetto compilando il modulo disponibile a questo indirizzo: http://www.apici.info/aderisci.vsf

Sito progetto APICI: http://associazione.apici.info/

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Top of the SPAM

12 Dicembre, 2010

Ricevuto sabato 11 Dicembre 2010:

Paga molto meno per ottenere orologi burbanzosi

Regina Watson

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DM 314/92 e installazione apparecchi di rete: nuovi sviluppi

29 Novembre, 2010

Nel post Abroghiamo il DM 314/92 sulla telefonia del Dicembre 2009 scrivevo a proposito dell’inadeguatezza dei requisti richiesti per ottenere il famoso patentino per installare gli impianti di telefonia e networking. Adesso scopro, grazie al blog di Quintarelli (nei commenti tra l’altro è stato citato il mio post come come riferimento per l’elenco dei requisiti) e alla trasmissione di Oscar Giannino su Radio24, che ci sono interessanti sviluppi sulla questione. Il consiglio dei ministri ha infatti emanato il 22 Ottobre 2010 un decreto che recepisce le direttive comunitarie in termini di concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni, nel quale viene ribadito che le installazioni di apparecchiature collegate alla rete pubblica devono essere effettuate da imprese abilitate. Il decreto fissa inoltre gli importi delle sanzioni le quali possono variare 15.000 a 150.000 euro a seconda della gravità del fatto.

Nessuna liberalizzazione quindi per le installazioni dei dispositivi di rete come qualcuno poteva sperare, tuttavia il DM314/92 è di fatto abrogato dall’articolo tre del nuovo decreto che recita: La legge 28 marzo 1991, n. 109, e il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni 23 maggio 1992, n. 314, sono abrogati decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

Ci troviamo quindi in una fase di transizione nella quale il governo dovrà definire nuovi requisiti e modalità per abilitare le imprese che intendano effettuare l’attività di installazione di dispositivi di rete. A questo proposito l’articolo due del decreto recita:

2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, il Ministro dello sviluppo economico, adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto volto a disciplinare:

a) la definizione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali che devono possedere le imprese per l’inserimento nell’elenco delle imprese abilitate all’esercizio delle attività di cui al comma 1;

b) le modalità procedurali per il rilascio dell’abilitazione per l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica;

c) le modalità di accertamento e di valutazione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali di cui alla lettera a);

d) le modalità di costituzione, di pubblicazione e di aggiornamento dell’elenco delle imprese abilitate ai sensi della lettera a);

e) le caratteristiche e i contenuti dell’attestazione che l’impresa abilitata rilascia al committente al termine dei lavori;

f) i casi in cui, in ragione della semplicità costruttiva e funzionale delle apparecchiature terminali e dei relativi impianti di connessione, gli utenti possono provvedere autonomamente alle attività di cui al comma 1.

In pratica sono totalmente da stabilire i requisiti abilitanti e i casi nei quali l’abilitazione non è necessaria. Vi sembra poco? Su questi parametri si gioca parte del futuro delle piccole attività e dei consulenti del mercato ICT italiano, non possiamo quindi lasciare che si giochi sulla nostra pelle senza che le nostre ragioni vengano ascoltate. Ora più che mai è quindi necessario unire le nostre forze partendo dal basso, consapevoli del fatto che è fondamentale essere in tanti per poter pensare di influenzare le scelte che verranno fatte.

A tal proposito mi auguro che il progetto APICI che prevede la creazione di un’associazione di computer shop, piccole software house, VAR e consulenti informatici, possa ottenere il successo sperato. Questo permetterebbe all’associazione di disporre di un numero adeguato di iscritti per poter far valere le ragioni della categoria in sede di definizione dei parametri che regoleranno l’accesso degli operatori al mercato del networking in Italia.

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Chiavette USB, password e sicurezza dei dati

22 Novembre, 2010

Premetto che chiamare “Chiavetta USB” un dispositivo di memoria è per me quasi più fastidioso di utilizzare “Chiocciola” per il simbolo “@”. Perciò al posto del suddetto e irripetibile nome utilizzerò l’acronimo RUM per indicare appunto una Removable USB Memory.

Chiusa la premessa entro nel merito del post che riguarda la necessità di salvaguardare i dati presenti in una RUM proteggendoli con una password in modo da evitare che possano finire in mani sbagliate nel caso, piuttosto frequente, che una RUM venga smarrita. Per raggiungere questo obiettivo utilizzo, ormai da diverso tempo, un software chiamato Rohos Mini Drive, disponibile anche in versione free.

Rohos Mini Drive crea una partizione nascosta e criptata all’interno della RUM: per accedere ai dati della partizione è necessario digitare la password che è stata scelta al momento della creazione della partizione stessa. Il livello di crittografia è a 256bit, questo consente di utilizzare Rohos Mini Drive per salvare con una certa tranquillità le proprie password sulla RUM, magari avendo l’accortezza di criptare ulteriormente i dati con un algoritmo sofisticatissimo, tipo addizionare un determinato valore ai numeri presenti nelle password o cose del genere.

La versione free limita la dimensione della partizione a 2GB, valore più che sufficiente per salvare una tonnellata di file .txt contenenti le password, ovviamente chi intende criptare file più corposi dovrà sborsare 35,00 Euro per la versione full. Rohos Mini Drive è scariabile da questo indirizzo: http://www.rohos.com/rohos_mini.exe

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