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Alluvione Aulla, assemblea del comitato Rinascita Aulla e Lunigiana

20 Dicembre, 2011

Si è svolta ieri sera 19 Dicembre l’assemblea pubblica organizzata dal Comitato per la rinascita di Aulla e della Lunigiana sul tema dell’alluvione del 25 Ottobre 2011. I relatori tecnici dell’associazione hanno cercato di fornire un quadro ampio ed esaustivo su quelle che sono state le cause del disastro di due mesi fa e hanno cercato di sensibilizzare i presenti sul rischio idrogeologico tuttora presente nella nostra città.

Personalmente ho apprezzato molto sia gli interventi del metereologo Ratti che quello dell’ingegner Simonelli. Il primo ha fornito dati relativi all’evento e li ha messi in relazione con quanto accaduto negli ultimi 200 anni, il secondo si è invece soffermato su questioni di ordine pratico e operativo e ha fornito, supportandole con precisi riferimenti quantitativi, indicazioni sulle cause e modalità dell’evento. L’architetto Pucciarelli ha poi indicato le particolarità del fiume Magra mettendole il relazione alla realtà urbanistica di Aulla evidenziando rischi e criticità.

Quanto esposto dai tecnici ha confermato le mie impressioni che avevo già pubblicato su questo blog pochi giorni dopo la tragedia. La serata è stata arricchita dagli interventi del vicesindaco Bertoncini, del responsabile locale di Italia Nostra e di Tollini di Legambiente. Del primo ‘arricchimento’ avremmo certamente fatto a meno. L’intervento del vicesindaco è risultato infatti un goffo e maldestro tentativo di svincolare l’amministrazione dalle proprie opere e - soprattutto - omissioni, e di scaricare ogni responsabilità sulla diga di Teglia. L’ingegner Simonelli ha comunque smontato con i numeri questa teoria indicando in un massimo del 10% quello che potrebbe essere stato, in caso di apertura totale delle paratie, l’apporto della diga al volume totale di acqua e fango che si è riversato sulla città. Simonelli ha poi rimarcato l’assenza di comunicazioni ai cittadini e la totale mancanza di un piano di sicurezza. Sul primo di questi aspetti devo dire che non ci si sarebbe potuto aspettare molto di più da parte di chi ha dichiarato candidamente alla stampa che “di allarmi ne arrivano tanti ma poi non succede mai niente”.

Con la consapevolezza sempre più evidente della mancanza di efficacia delle amministrazioni locali (modo elegante per dire che a san ‘n man a nisciun), non ci resta che adoperarci, ognuno nel proprio piccolo, per diffondere la cultura della sicurezza e della prevenzione, sensibilizzando i cittadini e sollecitando gli adeguati interventi da parte delle preposte istituzioni.  Su questi temi il neonato Comitato, forte già di oltre 600 adesioni, potrà certamente giocare un importante ruolo.

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Alluvione ad Aulla, ecco la webcam sul Magra

6 Novembre, 2011

Quella di installare una webcam per controllare il livello del fiume Magra ad Aulla è un’idea che avevo avuto già diversi mesi fa. Poi, come tutti i progetti non prioritari, l’installazione è stata costantemente rimandata nel tempo. Col senno di poi credo che avrei dovuto dare una maggiore priorità al progetto.

In ogni caso meglio tardi che mai. La webcam è attiva anche se l’installazione è ancora provvisoria e al momento l’illuminatore notturno non è molto efficace. La webcam è raggiungibile a questo indirizzo: http://fiumemagra.lunidata.it

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Alluvione ad Aulla

2 Novembre, 2011

Trovo solo ora il tempo di scrivere in merito dall’alluvione del 25/10/2011 che ha distrutto la città di Aulla, la mia città. I danni sono enormi e la situazione, seppur notevolmente migliorata, è tutt’ora abbastanza critica. Le prospettive per il futuro non sono certo rosee, la parte maggiormente danneggiata della città è quella a più alta concentrazione di attività commerciali e molti dei negozi distrutti non riapriranno mai più. Domani si celebreranno i funerali delle due vittime ed è stato proclamato il lutto cittadino.

In questi giorni oltre al grande lavoro di pulizia e ricostruzione portato avanti dai cittadini e dai volontari arrivati da tutta Italia, abbiamo assistito ad uno sconcertante scaricabarile tra le autorità in merito alle responsabilità della tragedia. Da questo ho elaborato alcune idee sulle modalità e sulle cause di questa devastazione. Non mi ritengo certo un tecnico del settore, sono solo un semplice cittadino che ha a cuore il proprio territorio e che spera che in futuro si possano evitare ulteriori inondazioni di questa portata o che almeno se ne possano limitare i danni. Ecco quindi quanto emerge da questa settimana di fango e battibecchi sui media.

Evento eccezionale. Molti rifiutano di ammettere che l’evento sia eccezionale ma di fatto lo è. L’acqua e il fango sono arrivati dove nessuno ha mai pensato potessero arrivare. Purtroppo questo non vuol dire che l’evento non possa ripetersi.

Si è costruito dove non si doveva. Questa è stato uno dei due tormentoni ripetuti ossessivamente nei primi giorni dopo l’alluvione. Tutta la Lunigiana è ad alto rischio idrogeologico, in base a questo non si dovrebbe costruire da nessuna parte. Diciamo che alcune situazioni si sarebbero potute evitare. Realizzare un supermercato sotto il livello stradale in una zona a ridosso del fiume non è stata certo una grande idea. Dire però che non si doveva costruire è solo un modo per scaricare responsabilità sulle amministrazioni precedenti. Oltretutto ci sono stati enormi danni anche in tratti di Via Nazionale, strada che esiste da sempre e con relative costruzioni. Di fatto poi quasi tutte le città sono costruite sui fiumi (vedi Firenze, Roma, Parigi, Londra ecc…) e non certo sui monti… E comunque vengono giù anche quelli.

Colpa della diga. La diga di Teglia è additata dalla popolazione come la principale causa del disastro (secondo tormentone). Di fatto si sono verificati allagamenti e danni anche in zone a monte della diga, questo escluderebbe una responsabilità esclusiva. La Edison dice che le operazioni si solo svolte secondo le procedure. E se le procedure fossero sbagliate? L’ideale sarebbe avere la diga scarica prima che inizino le pioggie evitando così di scaricare acqua in situazioni già critiche.

Sistemate quel fiume. Diciamolo chiaramente: la manutenzione del fiume Magra è inesistente. Con le piene viene giù di tutto e il letto del fiume si è notevolmente alzato negli ultimi anni. Invece di pensare a progetti avvenieristici di messa in sicurezza, i nostri cari (in tutti i sensi) amministratori dovrebbero risolvere questo problema. Una manutenzione adeguata del Magra avrebbe sicuramente limitato i danni. Se alla manutenzione avessimo aggiunto poi un muro di protezione sul viale Lunigiana realizzato come si deve, allora, forse, non saremmo ora qui a spalare fango e a piangere le vittime.

Il ponte sullo stretto. Il ponte che collega Aulla a Podenzana è troppo basso ed ha piloni troppo larghi. Con tutto il materiale che il fiume trasporta durante le piene, l’effetto diga è assicurato. Nell’alluvione di Martedì scorso il ponte ha contribuito all’innalzamento del livello dell’acqua di almeno un metro.

A san ‘n man a nisciun. Il comune riceve l’allarme meteo a mezzogiorno (allarme A1, il più grave) ma nessuno si preoccupa. Il vicesindaco dichiarerà candidamente a Il Tirreno: “Di allarmi ne arrivano tanti, poi non succede mai niente…”. L’unica preoccupazione è il ponte di Stadano, frazione dove abitano 10 persone e che si trova 8 kilometri a valle di Aulla. Viene mandato un uomo sul posto. Sul viale Lunigiana (a 200 metri dal palazzo del comune), dove c’è un supermercato sottostrada a 10 metri dal fiume, invece non viene mandato nessuno, Tra l’altro i fiumi vanno in discesa, quando ad Aulla succede il disastro a Stadano è ancora tutto a posto. Il ponte crollerà dopo.

La sensazione di pericolo in città è stata comunque mitigata dal fatto che nella giornata dell’alluvione è piovuto - tutto sommato - poco. Uscendo di casa alle 15 avevo guardato il fiume e non mi sembrava per nulla minaccioso. Alle 18.30 mi trovo in ufficio e non mi accorgo di nulla. Sono molto impegnato con i server in quanto da diversi minuti manca la corrente e le batterie degli UPS si stanno scaricando. La mia attività si trova in una zona per poco non toccata dall’alluvione ma mia moglie è a casa con la bambina e la casa è sopra al Conad. Mi chiama disperata, mi dice che è un disastro e che sono morte delle persone. Stento a crederci, nessuno ci ha avvisati, nessun allarme, nessun altoparlante che ci abbia avverito del pericolo, nulla. Siamo in mano a nessuno.

Giochi senza campanile. A Pontremoli è tutto allagato già alle 15, tre ore e mezza prima del disastro. Il sindaco di Pontremoli manda quattro fax di allarme ad enti vari ma non avverte nè il comune di Villafranca, nè quello di Aulla, cioè i due comuni che riceveranno a breve tutta quell’acqua che sta scendendo da Pontremoli. Provo a non pensare male ma faccio fatica.

I giapponesi. Il Giappone è un territorio ad alto rischio sismico. I giapponesi non si sono limitati a non costruire ma hanno realizzato edifici e infrastrutture in grado di assorbire le scosse di terremoto. Se fosse arrivato in Italia un terremoto di intesità pari a quella del terremoto in Giappone del Marzo 2011, l’intero paese sarebbe stato raso al suolo. Il Giappone ha subito enormi danni ma non è stato raso al suolo. I giapponesi si sono organizzati contro i terremoti. Dobbiamo fare come i giapponesi, organizziamoci.

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