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Posts Tagged ‘dm314’

Installazione apparati di rete dl 198/10: sviluppi decreto attuativo

28 Giugno, 2011

Nel giorno in cui il governo annuncia la liberalizzazione delle professioni (escluse ovviamente quelle di avvocato, notaio, farmacista, ingegnere, architetto, autotrasportatore) e la corte di cassazione stabilisce che è lecito coltivare mariuana sul balcone di casa, ricevo indiscrezioni sugli sviluppi in merito alla nuova normativa sull’installazione degli apparati di rete e in particolare sul regolamento che il ministero dello sviluppo dovrà emanare entro Ottobre 2011.

Ricordate la consultazione pubblica indetta dallo stesso ministero dalla quale risultava, come proposto anche da APICI, che la maggioranza degli operatori è favorevole alla totale liberalizzazione del settore?

Bene, dimenticate tutto. La consultazione infatti non ha mosso di un millimetro la posizione del ministero e, in base alle indiscrezioni di cui sopra, la nuova normativa prevederà che per installare apparati di rete sarà necessaria l’autorizzazione. Le aziende che vorranno abilitarsi dovranno rispettare i seguenti requisiti:

  • Disporre di un direttore lavori
  • Disporre di almeno tre addetti (non specificato se dipendenti o soci)
  • Disporre di locali ad uso ufficio e magazzino
  • Disporre della strumentazione già indicata nella precedente bozza (riflettometro, misuratore di terra ecc…)
  • Disporre di una copertura assicurativa non inferiore a 500000.00 euro

Il direttore dei lavori dovrà essere laureato in una materia tecnica specifica oppure diplomato ma con alle spalle almeno due anni di lavoro dipendente presso un’azienda del settore.

In materia di esclusioni viene confermata la liberalizzazioni dei sistemi con numero di punti di utilizzo non superiore a 10 a prescindere dalla complessità dell’impianto e dalla larghezza di banda fornita dall’operatore, a patto che l’installazione dell’apparato terminale di rete preveda il solo e semplice collegamento della spina al punto terminale di rete.

Questo è quanto. Il ministero non ha quindi tratto indicazioni dalla consultazione pubblica e non ha ascoltato la voce di APICI che, in alternativa alla liberalizzazione, chiedeva la separazione tra chi realizza impianti e chi esegue configurazioni. Se il testo finale non subirà modifiche (ed è probabile che sarà così) dovremmo necessariamente utilizzare al meglio lo strumento associativo per condurre, assieme alle altre organizzazioni, una battaglia per far sì che questo mercato non venga totalmente stravolto da una legge anacronistica e illiberale che (quasi) nessuno vuole.

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Consultazione pubblica sulla normativa per l’installazione degli apparati di rete

14 Aprile, 2011

Si chiuderà il 15/04/2011 la consultazione pubblica per la raccolta di orientamenti, osservazioni e commenti sulla bozza di decreto attuativo del DL198/10. Su questo tema APICI, l’associazione delle piccole imprese e consulenti per l’informatica, ha prodotto una propria proposta che prevede come prima opzione la completa liberalizzazione del settore. In alternativa è previsto un quadro normativo che liberalizzi le installazioni comuni e riconosca la figura del professionista informatico che si occupa della sicurezza dei sistemi.

L’associazione invita tutti coloro che condividano tale proposta, seppur non iscritti ad APICI, a inviare entro la scadenza una e-mail all’indirizzo comunicazioni.consultazione@sviluppoeconomico.gov.it indicando un testo di questo tipo:

Oggetto: Consultazione pubblica normativa installazione apparati di rete

Il sottoscritto (nome) (cognome) in qualità di (imprenditore, titolare o socio di azienda, tecnico informatico, privato cittadino ecc…) dichiara di condividere la proposta elaborata dall’associazione Progetto APICI e presente all’indirizzo web http://associazione.apici.info/wp-content/uploads/2011/04/cosultazione_pubblica_proposta_apici.pdf in merito alla nuova normativa che regolamenterà l’installazione degli apparati di rete.

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Normativa installazione apparati di rete: bozza decreto attuativo

28 Marzo, 2011

Il Ministero dello Sviluppo Economico (vedi foto) ha pubblicato una bozza del decreto attuativo per la regolamentazione dell’installazione degli apparati di rete (ex. DM314/92).

Diciamo che la prendo in ridere, visto anche che il mio ufficio è al piano terra e quindi sarebbe inutile lanciarsi dalla finestra. Oltretutto l’ufficio non ha finestre… sono in una botte di ferro, anzi, di cartongesso.

Scherzi a parte, qui la faccenda è seria. In pratica la nuova legge e questa bozza di decreto attuativo (che in quanto bozza non sarà il decreto definitivo ma c’è da immaginare che le modifiche non saranno certo strutturali) non fanno altro che mantenere la situazione attuale già prevista dal famigerato e odiato DM314/92.

Quindi, cambiare tutto per non cambiare nulla, per la gioa delle Telecom varie e della lobby del patentino. Il Ministero ha attivato una consultazione pubblica per dialogare con il settore e ottenere delle indicazioni sulle modifche da apportare. In merito a questo la nostra associazione APICI ha già attivato contatti con altre associazioni di categoria in modo da far pervenire una proposta comune per le modifiche al testo. Faremo tutto il possibile per ottenere qualcosa di positivo per la nostra categoria, anche se - ovviamente - la cosa migliore sarebbe stracciare il tutto, gettarlo nel bidone della differenziata (rifiuto secco non riciclabile) e ripartire da zero. O meglio ancora non ripartire affatto e lasciare il settore totalmente libero, ma qui siamo proprio nel mondo dei sogni.

Lasciamo quindi stare le utopie e concentriamoci sul concreto: è necessario dare la massima forza possibile alla nostra associazione in modo tale da poterci far sentire in quanto la posta in gioco per noi è troppo alta per poter pensare di arrenderci a chi vuole azzerare le nostre attività e farci buttare al vento anni e anni di lavoro e relative compentenze acquisite, e questo solo perchè non siamo noi - per cultura e questioni pratiche - persone che rompono le balle andando su tetti, bloccando le autostrade ecc… Che il nostro essere miti e il nostro rispetto per gli altri non siano però un alibi per non combattere contro chi vuole toglierci la libertà di lavorare autonomamente, con passione e competenza.

Per aderire al progetto APICI: http://associazione.apici.info/index.php/aderisci

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Associazione piccole aziende informatica: ripartono le iscrizioni

17 Gennaio, 2011

Dopo alcuni giorni di pausa dovuti alle feste natalizie, sono riprese le richieste di pre-iscrizione al progetto APICI, l’associazione per le piccole imprese e i consulenti del settore informatico. Di questo passo il numero minimo di iscritti che era stato stabilito per la partenza del progetto sarà sicuramente raggiunto in breve tempo. Intanto sono in fase di realizzazione sul sito dell’associazione l’area privata e il forum.

Il link al modulo per effettuare la pre-iscrizione al progetto APICI è: http://www.apici.info/aderisci.vsf

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Associazione piccole aziende informatica, piovono le richieste di adesione

21 Dicembre, 2010

Visto il meteo di questi giorni forse sarebbe stato più appropriato utilizzare “fioccano”, in ogni caso la realtà è che, nonostante il periodo prefestivo e nonostante al momento l’iniziativa non sia ancora stata adeguatamente pubblicizzata, le richieste di adesione al progetto APICI iniziano ad essere numerose.

L’obiettivo è quello di creare un’associazione di piccole aziende e consulenti che operano nel settore informatico allo scopo di intraprendere iniziative a sostegno e tutela della categoria. In primis sarà necessario influire sul processo di definizione dei requisiti necessari per ottenere l’autorizzazione all’installazione degli apparati di rete, requisiti che dovranno essere definiti dal legislatore entro il 22 Ottobre del 2011. La normativa condizionerà pesantemente il settore perciò e necessario che i requisiti che saranno definiti rispecchino la realtà del settore e non vadano a tutelare solo gli interessi dei grandi operatori della telefonia.

Per ottenere questo obiettivo sarà importante contare su un alto numero di iscritti, l’invito è quindi quello di aderire senza alcun impegno al progetto compilando il modulo disponibile a questo indirizzo: http://www.apici.info/aderisci.vsf

Sito progetto APICI: http://associazione.apici.info/

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DM 314/92 e installazione apparecchi di rete: nuovi sviluppi

29 Novembre, 2010

Nel post Abroghiamo il DM 314/92 sulla telefonia del Dicembre 2009 scrivevo a proposito dell’inadeguatezza dei requisti richiesti per ottenere il famoso patentino per installare gli impianti di telefonia e networking. Adesso scopro, grazie al blog di Quintarelli (nei commenti tra l’altro è stato citato il mio post come come riferimento per l’elenco dei requisiti) e alla trasmissione di Oscar Giannino su Radio24, che ci sono interessanti sviluppi sulla questione. Il consiglio dei ministri ha infatti emanato il 22 Ottobre 2010 un decreto che recepisce le direttive comunitarie in termini di concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni, nel quale viene ribadito che le installazioni di apparecchiature collegate alla rete pubblica devono essere effettuate da imprese abilitate. Il decreto fissa inoltre gli importi delle sanzioni le quali possono variare 15.000 a 150.000 euro a seconda della gravità del fatto.

Nessuna liberalizzazione quindi per le installazioni dei dispositivi di rete come qualcuno poteva sperare, tuttavia il DM314/92 è di fatto abrogato dall’articolo tre del nuovo decreto che recita: La legge 28 marzo 1991, n. 109, e il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni 23 maggio 1992, n. 314, sono abrogati decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

Ci troviamo quindi in una fase di transizione nella quale il governo dovrà definire nuovi requisiti e modalità per abilitare le imprese che intendano effettuare l’attività di installazione di dispositivi di rete. A questo proposito l’articolo due del decreto recita:

2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, il Ministro dello sviluppo economico, adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto volto a disciplinare:

a) la definizione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali che devono possedere le imprese per l’inserimento nell’elenco delle imprese abilitate all’esercizio delle attività di cui al comma 1;

b) le modalità procedurali per il rilascio dell’abilitazione per l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica;

c) le modalità di accertamento e di valutazione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali di cui alla lettera a);

d) le modalità di costituzione, di pubblicazione e di aggiornamento dell’elenco delle imprese abilitate ai sensi della lettera a);

e) le caratteristiche e i contenuti dell’attestazione che l’impresa abilitata rilascia al committente al termine dei lavori;

f) i casi in cui, in ragione della semplicità costruttiva e funzionale delle apparecchiature terminali e dei relativi impianti di connessione, gli utenti possono provvedere autonomamente alle attività di cui al comma 1.

In pratica sono totalmente da stabilire i requisiti abilitanti e i casi nei quali l’abilitazione non è necessaria. Vi sembra poco? Su questi parametri si gioca parte del futuro delle piccole attività e dei consulenti del mercato ICT italiano, non possiamo quindi lasciare che si giochi sulla nostra pelle senza che le nostre ragioni vengano ascoltate. Ora più che mai è quindi necessario unire le nostre forze partendo dal basso, consapevoli del fatto che è fondamentale essere in tanti per poter pensare di influenzare le scelte che verranno fatte.

A tal proposito mi auguro che il progetto APICI che prevede la creazione di un’associazione di computer shop, piccole software house, VAR e consulenti informatici, possa ottenere il successo sperato. Questo permetterebbe all’associazione di disporre di un numero adeguato di iscritti per poter far valere le ragioni della categoria in sede di definizione dei parametri che regoleranno l’accesso degli operatori al mercato del networking in Italia.

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Abroghiamo il DM 314/92 sulla telefonia

6 Dicembre, 2009

Nonostante spesso si senta parlare di vuoti legislativi in determinati settori, il nostro paese si è nel tempo dotato di un numero impressionante di leggi che hanno l’obiettivo di regolamentare qualsiasi azione umana secondo l’italica filosofia del si può fare solo ciò che è esplicitamente permesso, la quale si contrappone nettamente al pensiero di matrice anglosassone secondo il quale si può fare tutto ciò che non è espressamente vietato. Inoltre molte delle nostre leggi, oltre a essere macchinose e di difficile applicazione, sono obsolete e rappresentano un freno allo sviluppo in quanto pongono seri limiti all’iniziativa privata in campo economico; tra queste leggi troviamo il famigerato DM 314/92 che regolamenta l’attività di installazione di impianti e attrezzature telefoniche.

Pensare che il settore degli impianti telefonici, tra i quali rientrano anche quelli per la trasmissione dati, sia regolamentato da una legge del 1992 potrebbe far ridere, in realtà la situazione è triste e sconfortante. Il DM infatti prevede che chi installa apparecchi collegati a linee telefoniche o di trasmissione dati debba disporre di un’adeguata licenza rilasciata dal ministero competente. Fin qui nulla di strano, siamo abituati a chiedere il permesso per fare qualsiasi cosa, in base allo spirito di cui sopra. Il problema in realtà è rappresentato dall’allegato 13 il quale stabilisce quali siano i requisiti per ottenere la licenza di installatore come previsto dal DM 314/92. Per ottenere il patentino di categoria 2, quello cioè necessario per installare anche solo un banalissimo modem ADSL, un’azienda dovrebbe possedere i seguenti requisiti:

Locali:
Un locale ad uso ufficio presso cui ha sede l’impresa.
Un deposito di adeguate dimensioni ad uso esclusivo dell’impresa che possa contenere le varie apparecchiatura di telecomunicazioni, le attrezzature di cantiere e di squadra.

Dipendenti:
Una unita’ addetta alla direzione dei lavori.
Quattro unità addette all’esecuzione dei lavori e/o alla manutenzione delle apparecchiatura terminali.

Strumenti:
Dotazione individuale di strumentazione di base per ogni unità addetta all’esecuzione dei lavori.
Misuratore di terra e multimetro digitale da laboratorio, impulsografo o impulsometro, reflettometro per reti locali; la strumentazione deve essere conforme alle specifiche tecniche dichiarate dal costruttore.

Automezzi:
Tre automezzi di cui un autofurgone.

Insomma, per collegare alla linea telefonica un qualsiasi apparecchio che abbia una complessità solo appena superiore a quella di un telefono analogico, occorre disporre di un ufficio, un magazzino, 3 automezzi e 5 dipendenti. Questo evidentemente mette fuorilegge la quasi totalità di installazioni di modem e router ADSL in Italia e le sanzioni per il mancato rispetto della normativa, sono a carico del cliente e non della ditta che esegue l’installazione.

In più la normativa non prevede la figura del consulente indipendente, cioè di quella persona priva di uffici e dipendenti, che si ritrova a sistemare i problemi irrisolti dagli installatori provvisti di patentino e che magari - se dispone di una certa coscienza ecologica - dai clienti ci va in bicicletta e non in furgone. In questo caso siamo evidentemente di fronte a un vuoto legislativo visto che nella realtà questa figura esiste eccome

Alla luce di tutto questo, considerando anche l’enorme evoluzione che il settore della telefonia e della trasmissione dati ha avuto dal 1992 a oggi, risulta evidente che il DM 314 vada abrogato e che il settore vada regolamentato distinguendo nettamente chi realizza cablaggi da chi effettua configurazioni dei sistemi. I primi dovrebbero adeguarsi a normative simili a quelle già previste per gli installatori di impianti elettrici (giuste o sbagliate che siano ma questo è un argomento diverso), mentre i secondi dovrebbero potersi assumere le proprie responsabilità autocertificando le competenze possedute o - magari -sostenendo un test di abilitazione sulla falsariga di quello già previsto per la patente di radioamatore.

Visto il disinteresse dei legislatori e vista anche la scarsa efficacia delle associazioni di categoria che in questi anni poco hanno fatto per cambiare le cose, sarebbe auspicabile un’azione diretta da parte degli operatori del settore per sollecitare il governo a muoversi in questa direzione, insomma: dovremmo muoverci e farci sentire!

Link:
Per Confartigianato è necessario liberalizzare completamente il settore
Assoprovider ritiene essere ordinaria amministrazione l´abrogazione del Dm314
L’abrogazione del Patentino degli Installatori non può aspettare un altro Governo
Router ADSL? Solo un tecnico può installarlo

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