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Abroghiamo il DM 314/92 sulla telefonia

6 Dicembre, 2009

Nonostante spesso si senta parlare di vuoti legislativi in determinati settori, il nostro paese si è nel tempo dotato di un numero impressionante di leggi che hanno l’obiettivo di regolamentare qualsiasi azione umana secondo l’italica filosofia del si può fare solo ciò che è esplicitamente permesso, la quale si contrappone nettamente al pensiero di matrice anglosassone secondo il quale si può fare tutto ciò che non è espressamente vietato. Inoltre molte delle nostre leggi, oltre a essere macchinose e di difficile applicazione, sono obsolete e rappresentano un freno allo sviluppo in quanto pongono seri limiti all’iniziativa privata in campo economico; tra queste leggi troviamo il famigerato DM 314/92 che regolamenta l’attività di installazione di impianti e attrezzature telefoniche.

Pensare che il settore degli impianti telefonici, tra i quali rientrano anche quelli per la trasmissione dati, sia regolamentato da una legge del 1992 potrebbe far ridere, in realtà la situazione è triste e sconfortante. Il DM infatti prevede che chi installa apparecchi collegati a linee telefoniche o di trasmissione dati debba disporre di un’adeguata licenza rilasciata dal ministero competente. Fin qui nulla di strano, siamo abituati a chiedere il permesso per fare qualsiasi cosa, in base allo spirito di cui sopra. Il problema in realtà è rappresentato dall’allegato 13 il quale stabilisce quali siano i requisiti per ottenere la licenza di installatore come previsto dal DM 314/92. Per ottenere il patentino di categoria 2, quello cioè necessario per installare anche solo un banalissimo modem ADSL, un’azienda dovrebbe possedere i seguenti requisiti:

Locali:
Un locale ad uso ufficio presso cui ha sede l’impresa.
Un deposito di adeguate dimensioni ad uso esclusivo dell’impresa che possa contenere le varie apparecchiatura di telecomunicazioni, le attrezzature di cantiere e di squadra.

Dipendenti:
Una unita’ addetta alla direzione dei lavori.
Quattro unità addette all’esecuzione dei lavori e/o alla manutenzione delle apparecchiatura terminali.

Strumenti:
Dotazione individuale di strumentazione di base per ogni unità addetta all’esecuzione dei lavori.
Misuratore di terra e multimetro digitale da laboratorio, impulsografo o impulsometro, reflettometro per reti locali; la strumentazione deve essere conforme alle specifiche tecniche dichiarate dal costruttore.

Automezzi:
Tre automezzi di cui un autofurgone.

Insomma, per collegare alla linea telefonica un qualsiasi apparecchio che abbia una complessità solo appena superiore a quella di un telefono analogico, occorre disporre di un ufficio, un magazzino, 3 automezzi e 5 dipendenti. Questo evidentemente mette fuorilegge la quasi totalità di installazioni di modem e router ADSL in Italia e le sanzioni per il mancato rispetto della normativa, sono a carico del cliente e non della ditta che esegue l’installazione.

In più la normativa non prevede la figura del consulente indipendente, cioè di quella persona priva di uffici e dipendenti, che si ritrova a sistemare i problemi irrisolti dagli installatori provvisti di patentino e che magari - se dispone di una certa coscienza ecologica - dai clienti ci va in bicicletta e non in furgone. In questo caso siamo evidentemente di fronte a un vuoto legislativo visto che nella realtà questa figura esiste eccome

Alla luce di tutto questo, considerando anche l’enorme evoluzione che il settore della telefonia e della trasmissione dati ha avuto dal 1992 a oggi, risulta evidente che il DM 314 vada abrogato e che il settore vada regolamentato distinguendo nettamente chi realizza cablaggi da chi effettua configurazioni dei sistemi. I primi dovrebbero adeguarsi a normative simili a quelle già previste per gli installatori di impianti elettrici (giuste o sbagliate che siano ma questo è un argomento diverso), mentre i secondi dovrebbero potersi assumere le proprie responsabilità autocertificando le competenze possedute o - magari -sostenendo un test di abilitazione sulla falsariga di quello già previsto per la patente di radioamatore.

Visto il disinteresse dei legislatori e vista anche la scarsa efficacia delle associazioni di categoria che in questi anni poco hanno fatto per cambiare le cose, sarebbe auspicabile un’azione diretta da parte degli operatori del settore per sollecitare il governo a muoversi in questa direzione, insomma: dovremmo muoverci e farci sentire!

Link:
Per Confartigianato è necessario liberalizzare completamente il settore
Assoprovider ritiene essere ordinaria amministrazione l´abrogazione del Dm314
L’abrogazione del Patentino degli Installatori non può aspettare un altro Governo
Router ADSL? Solo un tecnico può installarlo

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