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Apple rules

16 Giugno, 2010

Mi piace scrivere sul blog creando l’articolo on-line, direttamente con l’editor di Wordpress. Tuttavia, disponendo al momento di una connessione GPRS di fortuna, sono costretto a pubblicare il post solo dopo averlo scritto completamente off-line. Affronto però volentieri questo disagio per dire due parole sulla recente ondata di Apple-mania esplosa a seguito dell’inizio della commercializzazione dell’iPad e dell’uscita della nuova versione dell’iPhone.

Trovo veramente assurdo che ci siano persone disposte a fare due giorni di fila fuori da un negozio per acquistare un prodotto tecnologico che non introduce di fatto alcuna innovazione degna di rilievo. Oltretutto, anche nel caso si trattasse di una rivoluzione tecnologica, tale comportamento non sarebbe affatto giustificato. Sia l’iPad che l’iPhone 4G saranno comunque tranquillamente acquistabili anche nei prossimi giorni e mesi, probabilmente anche a prezzi più accessibili.

Cosa spinge allora tante persone a mettere in atto comportamenti irrazionali peraltro molto simili a quelli riservati dai fans sfegatati alle pop-star di turno? Non ho certo la pretesa di valutare il fenomeno dal punto di vista sociologico e psicologico, mi limiterò quindi esclusivamente ad alcune considerazioni relative alla tecnica e al marketing. Come detto i nuovi prodotti Apple non introducono nessuna novità rilevante. Apparecchi simili all’iPad sono sul mercato già da diverso tempo e svolgono esattamente le stesse funzioni del nuovo nato di Cupertino. Lo Stylistic di Fujitsu, per esempio, è disponibilie già da molti anni e dal punto di vista dell’hardware non ha certo nulla da invidiare alla tavoletta di Steve Jobs. Certo, l’interfaccia è Windows, e questo per molti è un punto a sfavore, anzi, è proprio qui la differenza. Apple produce di sicuro interfacce accattivanti che però - a lato pratico - non producono vantaggi rilevanti nell’utilizzo abituale. Insomma, le innovazioni che permettono di interagire con il sistema effettuando particolari movimenti con le dita, sono da ritenersi - allo stato attuale - semplicemente fuffa, roba cioè che fa bene solo al marketing.

Se poi è vero che molti vedono Microsoft come l’impero del male, è maggiormente vero che le politiche di Apple sono - se possibile - ancora più spregiudicate in termini di mancato rispetto della libertà dell’utente rispetto a quelle del concorrente di Redmond . Chi è un po’ pratico di PC e ha provato a installare iTunes, dovrebbe sapere a cosa mi sto riferendo.

Piccola riflessione: avrò forse usato la parola “concorrente” a sproposito? Forse sì, non mi spiegherei altrimenti la presenza del client Exchange già sulla prima versione dell’iPhone (quella che non aveva nemmeno il copia-incolla, per intenderci). Che ci sia una sorta di accordo - più o meno tacito - tra Microsoft e Apple per spartirsi il mercato mondiale dell’informatica è una cosa piuttosto evidente. Ma sembra che i fans della mela non riescano ad accorgersene.

(nell’immagine lo Stylistic ST5011 di Fujitsu)

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