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Chiavette USB, password e sicurezza dei dati

22 Novembre, 2010

Premetto che chiamare “Chiavetta USB” un dispositivo di memoria è per me quasi più fastidioso di utilizzare “Chiocciola” per il simbolo “@”. Perciò al posto del suddetto e irripetibile nome utilizzerò l’acronimo RUM per indicare appunto una Removable USB Memory.

Chiusa la premessa entro nel merito del post che riguarda la necessità di salvaguardare i dati presenti in una RUM proteggendoli con una password in modo da evitare che possano finire in mani sbagliate nel caso, piuttosto frequente, che una RUM venga smarrita. Per raggiungere questo obiettivo utilizzo, ormai da diverso tempo, un software chiamato Rohos Mini Drive, disponibile anche in versione free.

Rohos Mini Drive crea una partizione nascosta e criptata all’interno della RUM: per accedere ai dati della partizione è necessario digitare la password che è stata scelta al momento della creazione della partizione stessa. Il livello di crittografia è a 256bit, questo consente di utilizzare Rohos Mini Drive per salvare con una certa tranquillità le proprie password sulla RUM, magari avendo l’accortezza di criptare ulteriormente i dati con un algoritmo sofisticatissimo, tipo addizionare un determinato valore ai numeri presenti nelle password o cose del genere.

La versione free limita la dimensione della partizione a 2GB, valore più che sufficiente per salvare una tonnellata di file .txt contenenti le password, ovviamente chi intende criptare file più corposi dovrà sborsare 35,00 Euro per la versione full. Rohos Mini Drive è scariabile da questo indirizzo: http://www.rohos.com/rohos_mini.exe

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La password? La digito a memoria

22 Aprile, 2009

Ho sempre pensato che gli utenti Windows si dividessero i due categorie: quelli che mettono la password uguale all’username e quelli che invece usano password complesse che poi annotano in fogliettini attaccati al monitor o alla tastiera.

Oggi ho scoperto l’esistenza di una nuova categoria di utenti: quelli che la password la digitano a memoria.

Detta così sembrerebbe una cosa normale, la realtà è un po’ più complicata. Ecco il dialogo che ha portato alla rivoluzionaria scoperta:

TL (Tecnico Lunidata) - Avrei bisogno della sua password per poter accedere alla macchina ed effettuare l’installazione del software.
UT (Utente) - Ma io la password non la conosco.
TL - Bè, dovrebbe conoscerla visto che la usa tutti i giorni per accedere al PC.
UT - Sì, accedo al PC ma la digito a memoria.
TL - Ok, quindi la ricorda. Potrebbe dirmela per cortesia?
UT - No, guardi, la digito a memoria nel senso che premo i tasti a memoria senza vedere quali tasti sto premendo…

Mi riesce difficile immaginare un livello di sicurezza superiore a quello della password ‘digitata a memoria’. In effetti l’utente non saprebbe rivelarla nemmeno sotto tortura! Piuttosto geniale, vero?

(image from http://www.freedigitalphotos.net/)

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