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Verniciamo il Wi-Fi (seconda puntata)

30 Gennaio, 2009

Dopo le conclusioni della prima puntata, ecco le relative motivazioni (cercherò di essere breve…)

Punto 1: Una rete wireless è insicura in quanto i dati sono facilmente intercettabili visto che non sono convogliati in cavi ma diffusi in aria. Esistono software in grado di ’sniffare’ il traffico Wi-Fi e di decodificarlo molto velocemente. Inoltre mi è capitato più volte di trovare reti wireless completamente aperte anche in uffici e aziende.

Punto 2: Le reti Wi-Fi hanno prestazioni notevolmente inferiori alle reti cablate. L’access point wireless si comporta come un hub, la banda totale a disposizione viene suddivisa tra le varie stazioni presenti. Nelle reti cablate gli switch smistano il traffico e i 100 megabit o il gigabit sono a disposizione del singolo cavo. Inoltre, se il segnale non è molto forte, i client wireless si connettono a velocità inferiori rispetto a quella massima disponibile.

Punto 3: Non ci sono dati precisi sulla possibilità che le onde elettromagnetiche siano dannose per la salute. Tuttavia una cosa è certa: le onde radio hanno la capacità di mettere in moto le cariche elettriche presenti nei materiali conduttori. Più un materiale è capace di condurre energia elettrica e più queste cariche vengono movimentate. Per farla molto semplice, le onde elettromagnetiche fanno scorrere energia elettrica nel nostro corpo, il quale è un discreto conduttore di energia elettrica visto che è composto in prevalenza da liquidi. Questa energia elettrica potrebbe non essere nociva, tuttavia ha l’effetto di produrre calore. È lo stesso principio con il quale funzionano i forni a microonde.

L’impatto del campo magnetico è strettamente legato alla potenza di emissione e - soprattutto - alla distanza dalla fonte di emissione. Le variazioni di potenza e distanza non producono una variazione lineare dell’effetto sul corpo interessato dall’emissione. Per semplificare diciamo che l’avvicinarsi alla fonte emittente aumenta l’impatto delle onde elettromagnetiche in maniera più che proporzionale e il fattore moltiplicante di questa variazione aumenta ulteriormente mano a mano che ci si avvicina alla fonte.

Quindi, la conclusione di queste considerazioni è che un access point wireless, posto a tre metri di distanza da noi, potrebbe avere un impatto pressochè nullo sul nostro corpo, mentre l’appiccicarsi un telefono cellulare all’orecchio equivale all’avere un piccolo forno a microonde attaccato alla testa, la quale - difatti - dopo alcuni minuti di conversazione al cellulare, inizia a scaldarsi.

Punto 4: Il titolo del post è ispirato a questo articolo su Punto Informatico che parla di vernici schermanti per le onde radio e che fornisce dati che non hanno nulla a che vedere con il sistema Wi-Fi, il quale funziona soltanto a 2,4 o a 5 Ghz.

Ora avete capito come mai ho diviso il post in due puntate!

(leggi la prima puntata)

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Il Wi-Fi è dannoso per la salute?
Reti Wi Fi e possibili effetti sulla salute

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Verniciamo il Wi-Fi (prima puntata)

28 Gennaio, 2009

Provo a scrivere questo post ribaltando l’ordine abituale. Inizio quindi dalle conclusioni sul tema, che sono:

1) Dal punto di vista della sicurezza, installare una rete wireless in ufficio non è una buona idea. Se poi l’installazione è fatta da persone poco esperte, allora l’idea è decisamente pessima.

2) Dal punto di vista delle prestazioni, installare una rete wireless in ufficio non è una buona idea.

3) Convivere con apparecchiature wireless probabilmente non è una bella cosa per la nostra salute. Comunque, in merito a questo aspetto, il Wi-Fi potrebbe avere un impatto decisamente minore rispetto ad altre tecnologie che utilizziamo tutti i giorni con una certa (ingiustificata) tranquillità.

4) Infine una considerazione di carattere generale: chi scrive di argomenti tecnici dovrebbe - quantomeno - avere una minima cognizione della materia di cui sta scrivendo. In alternativa è meglio rimanere sul vago e non indicare troppe cifre. Altra alternativa: cambiare argomento.

(segue la seconda puntata)

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WiFi, la vernice made-in-Japan blocca i ladri di banda
A Parigi panico da Wi-Fi: niente antenne al chiuso

 

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