Verniciamo il Wi-Fi (seconda puntata)
Dopo le conclusioni della prima puntata, ecco le relative motivazioni (cercherò di essere breve…)
Punto 1: Una rete wireless è insicura in quanto i dati sono facilmente intercettabili visto che non sono convogliati in cavi ma diffusi in aria. Esistono software in grado di ’sniffare’ il traffico Wi-Fi e di decodificarlo molto velocemente. Inoltre mi è capitato più volte di trovare reti wireless completamente aperte anche in uffici e aziende.
Punto 2: Le reti Wi-Fi hanno prestazioni notevolmente inferiori alle reti cablate. L’access point wireless si comporta come un hub, la banda totale a disposizione viene suddivisa tra le varie stazioni presenti. Nelle reti cablate gli switch smistano il traffico e i 100 megabit o il gigabit sono a disposizione del singolo cavo. Inoltre, se il segnale non è molto forte, i client wireless si connettono a velocità inferiori rispetto a quella massima disponibile.
Punto 3: Non ci sono dati precisi sulla possibilità che le onde elettromagnetiche siano dannose per la salute. Tuttavia una cosa è certa: le onde radio hanno la capacità di mettere in moto le cariche elettriche presenti nei materiali conduttori. Più un materiale è capace di condurre energia elettrica e più queste cariche vengono movimentate. Per farla molto semplice, le onde elettromagnetiche fanno scorrere energia elettrica nel nostro corpo, il quale è un discreto conduttore di energia elettrica visto che è composto in prevalenza da liquidi. Questa energia elettrica potrebbe non essere nociva, tuttavia ha l’effetto di produrre calore. È lo stesso principio con il quale funzionano i forni a microonde.
L’impatto del campo magnetico è strettamente legato alla potenza di emissione e - soprattutto - alla distanza dalla fonte di emissione. Le variazioni di potenza e distanza non producono una variazione lineare dell’effetto sul corpo interessato dall’emissione. Per semplificare diciamo che l’avvicinarsi alla fonte emittente aumenta l’impatto delle onde elettromagnetiche in maniera più che proporzionale e il fattore moltiplicante di questa variazione aumenta ulteriormente mano a mano che ci si avvicina alla fonte.
Quindi, la conclusione di queste considerazioni è che un access point wireless, posto a tre metri di distanza da noi, potrebbe avere un impatto pressochè nullo sul nostro corpo, mentre l’appiccicarsi un telefono cellulare all’orecchio equivale all’avere un piccolo forno a microonde attaccato alla testa, la quale - difatti - dopo alcuni minuti di conversazione al cellulare, inizia a scaldarsi.
Punto 4: Il titolo del post è ispirato a questo articolo su Punto Informatico che parla di vernici schermanti per le onde radio e che fornisce dati che non hanno nulla a che vedere con il sistema Wi-Fi, il quale funziona soltanto a 2,4 o a 5 Ghz.
Ora avete capito come mai ho diviso il post in due puntate!
Trackback:
Il Wi-Fi è dannoso per la salute?
Reti Wi Fi e possibili effetti sulla salute
Provo a scrivere questo post ribaltando l’ordine abituale. Inizio quindi dalle conclusioni sul tema, che sono:

