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Settembre, andiamo

statistichePiù che tempo di migrare, la seconda settimana di settembre rappresenta il tempo del rientro e del ritorno alla normalità, come testimoniano le statistiche delle visite al blog Lunidata, tornate finalmente su livelli normali.

Il 4 settembre era il giorno del primo compleanno del blog. Per l’occasioni mi sono divertito a leggere e incrociare le statistiche delle visite e devo dire che sono molto soddisfatto di come siano costantemente aumentati gli accessi al blog e la quantità di pagine lette.

Mi stupisce un po’ scoprire che la pagina più visualizzata, dopo la home page, sia quella relativa a un articolo scritto nel primo mese di vita del blog. Si tratta di un breve post nel quale descrivevo la procedura per recuperare la posta eliminata da Outlook. Sinceramente credo di aver scritto altri articoli meno banali, articoli che però spesso sono passati quasi inosservati.

Il fatto che il post su Outlook sia finito nella prima pagina di Google relativamente alla ricerca “recuperare posta eliminata“, ha portato - e porta tutt’ora - un numero di visite rilevante, e questo fa riflettere sull’importanza di bilanciare il trade-off qualità/quantita nella scrittura dei post sul blog. In sintesi sembra che sia opportuno inserire articoli traffico, che attraggano un numero rilevante di utenti i quali - successivamente - potrebbero essere incuriositi da altri post a maggior valore.

Le statistiche sui percorsi di visita effettuati dai visitatori, non confermano questa tesi ma, tutto sommato, non la smentiscono. Ci sono in effetti casi, seppur sporadici, di navigatori che, arrivati per cercare numi su come recuperare la loro preziosa posta cancellata (perchè poi la cancellate?), hanno successivamente visitato un cospicuo numero di altre pagine non inerenti l’argomento.

Ovviamente per ottenere l’effetto positivo, gli articoli traffico devono comunque fornire contenuti utili ed essere coerenti con gli argomenti e l’immagine del blog.

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Primo bilancio dopo 100 post

100Il blog Lunidata ha raggiunto ormai i 100 post pubblicati ed è tempo di fare un piccolo bilancio.

Nel complesso l’esperienza è da considerarsi positiva in quanto il blog ha contribuito ha far conoscere l’azienda e mi ha dato la possibilità capire meglio quali siano gli argomenti da affrontare in questo tipo di strumento di comunicazione . Le statistiche delle visite confermano l’analisi; del resto uno degli scopi delle statistiche è proprio quello di permettere di “aggiustare il tiro”, valutare quindi ciò che fa audience e ciò che invece viene ignorato.

Ecco alcune domande alle quali marzullianamente rispondo in base all’esperienza acquisita con i primi 100 post.

1) Il blog porta visite al sito istituzionale? - Sì, in numero non elevatissimo ma con una buona qualità. Il blog Lunidata è al momento la quarta fonte di visite al sito istituzionale, preceduto dai motori di ricerca principali e dal traffico diretto. Si tratta però di visitatori che hanno un interesse per i contenuti maggiore in confronto ai visitatori che arrivano dai motori di ricerca. Difatti la media pagine viste dei visitatori che arrivano dal blog è di 3,63 pagine, contro le 1,89 di Google.

2) Il blog serve per vendere? - No, il blog è uno strumento di comunicazione e non di vendita. Tuttavia alcune vendite sono andate a buon fine proprio grazie al blog. Diciamo che può essere di stimolo alle vendite.

3) Da quali città arrivano i visitatori? - Dalle grandi città italiane, soprattutto quelle del nord e del centro. In pole position Milano, seguta da Roma, Genova e Torino. In tredicesima posizione c’è Pastrengo, comune veneto di 2600 abitanti.. probabilmente da lì transita il traffico Internet di qualche grande città.

4) Quanto tempo hai dedicato in media al blog? - Volendo fare una media direi 15 minuti al giorno. In realtà a volte ci ho passato le serate, soprattutto per le modifiche strutturali o estetiche.

5) In sintesi, ne vale la pena? - Decisamente sì, bisogna però capire che è un impegno che richiede sacrificio e costanza e che per ottenere risultati interessanti occorre lavorare sul lungo periodo.

Prossimo resoconto sul blog lunidata al compimento del primo anno, il 4 settembre 2009.

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Primo ingrediente: la passione

“Il marketing sviluppato attraverso i media sociali, e quindi anche le relazioni pubbliche, si fondano sulla sincerità delle passioni.

Se non c’è un interesse vivo, autentico, sia da parte delle aziende che dalla parte dei clienti, i risultati non possono che essere deludenti. Anche per questo ci sono aziende, prodotti, marchi, che ottengono più facilmente risultati online, altre che invece arrancano nonostante gli sforzi, altre ancora che dovrebbero affrontare profondi cambiamenti strutturali e di mentalità prima di potersi avvicinare alla comunicazione in Rete.

Le dimensioni non contano. Un’azienda con pochi dipendenti o addirittura a conduzione familiare è più facile che riesca a mettere in risalto il proprio lato umano.”

Ringrazio Markingegno per queste parole che condivido pienamente. La passione è l’ingrediente principale per la buona riuscita di ogni attività umana. Il paradigma è quindi applicabile ovunque e non solo al Social Marketing. Tuttavia è importante ribadire questo concetto nell’ambito del Marketing, in quanto troppo spesso la percezione comune è quella dell’equazione Marketing=Manipolazione.  Percezione che a volte - purtroppo - risulta essere fondata.

(nella foto la maglietta di Radio24: “La passione si sente“)

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La blog-fobia aziendale

Interessante post da riutilizzare in prospettiva tesi, tratto da DigitalMarketingLab:

Tra le principali obiezioni che frenano le aziende dall’avviare un progetto di Blog aziendale vi segnalo:
- non ho tempo (per ascoltare, pernsare, scrivere, rispondere ai commenti..)
- non so gestire la conversazione (per es. come rispondere a commenti e critiche)
- non saprei su cosa potrei scrivere, con continuità, spirito e passione (cosa è lecito scrivere su un Blog aziendale?)

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Corporate blog: crisi o maturità?

Le chiusure dei corporate blog di Mandarina Duck e di Samsung (della quale ho parlato nel precedente post) autorizzano i detrattori del blogging a parlare di crisi dello strumento in ambito business. Personalmente non credo a questa crisi e sono d’accordo con quanto scrive Antonio Consoli nel suo articolo “La presunta crisi dei corporate blog“.

Innanzitutto è fondamentale che l’azienda che decida di aprire il proprio blog abbia la mentalità corretta per affrontare questo impegno. In secondo luogo credo che non tutti i prodotti/servizi siano adeguati al blogging, e questo immagino sia il caso delle borse di Mandarina Duck.

Non dico che un’azienda che produce borse non debba avere un blog o che questo strumento non sia adeguato alla  strategia di comunicazione aziendale di un’azienda di questo tipo. Dico solamente che ci sono prodotti che più di altri favoriscono la creazione della community. L’esempio più facile da fare è quello del blog Ducati, il quale non è affatto chiuso, anzi, è vivo e vegeto e raccoglie centinaia di commenti per ogni singolo post.

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Samsung chiude: il business blog era lo strumento adeguato?

La chiusura del blog Samsung è sicuramente motivo di riflessione sull’adeguatezza dello strumento blog all’interno della strategia di comunicazione aziendale. Giacomo Dotta su Webnews Blog scrive:

[...] C’era il tempo dei blog aziendali a tutti i costi. Venne poi l’era delle isole aziendali su Second Life a tutti i costi. Stiamo ora vivendo l’era del Facebook aziendale a tutti i costi, in attesa del Twitter aziendale a tutti i costi [...]

Probabilmente c’è del vero, anche se mi sembra improbabile che un’azienda come Samsung Italia si limiti - nei suoi progetti di comunicazione - semplicemente a seguire le mode.

Penso però che le grandi aziende abbiano nel loro DNA l’atteggiamento di chi desidera imporre o comunque controllare la comunicazione, e questo - a mio parere - crea una sorta di alone attorno alle iniziative nell’ambito del blogging intraprese dai grandi brand.

Oltre a questo devo dire che non mi è del tutto chiaro quale obiettivo potrebbe voler perseguire attraverso il blog, un grande brand del mercato consumer come Samsung. Monitorare la blogosfera piuttosto che imporre il proprio canale, questa potrebbe essere una strategia efficace da seguire per un grande player del consumer. Strategia peraltro non meno impegnativa rispetto alla gestione di un singolo blog.

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Citare le fonti per creare la rete

Parlando di business blog non si può non considerare un aspetto fondamentale: la creazione della rete. Un blog non può rimanere estraneo alla Blogosfera ma deve esserne parte attiva. Le azioni che permettono di creare una rete di blog sono la creazione e l’aggiornamento di un blogroll, ovvero di un elenco di link verso altri blog con contenuti inerenti o attigui a quello del blog che li propone, la partecipazione ad altri blog che si concretizza nella lettura e nell’inserimento di commenti su altri siti, la ripresa di idee e concetti da altri blog per creare nuovi post ‘a valore aggiunto’.

In quest’ultimo caso è fondamentale citare la fonte di provenienza dell’informazione pubblicandone il relativo link e rendendo quindi possibile l’utile pratica del trackback. La pubblicazione del link della fonte è oltretutto un riconoscimento del lavoro fatto da chi ha pubblicato il materiale e rende possibile la creazione di una rete virtuale di contenuti che risulterà utile per incrementare la popolarità del blog e di conseguenza la sua efficacia.

Tuttavia non tutti i business blogger sono consapevoli dell’importanza della citazione della fonte. A tal proposito riporto questa esperienza personale: nell’articolo “Collaborare per vincere” pubblicato il 16 Febbraio 2009 sul blog Lunidata, scrivevo:

[...] Non sarà il caso di prendere esempio? Provare almeno a considerare questa ipotesi sarebbe già un buon passo avanti per poter pensare - un giorno - di deframmentare un po’ il nostro mercato [...]

Cliccando sulla frase è possibile ricercarla tramite Google. È evidente che un altro blogger ha copiato pari-pari la frase e l’ha inserita nel proprio articolo evitando di citarne la fonte. La pubblicazione di un link all’articolo originale sarebbe invece stata un’operazione non solo dovuta, ma anche adeguata alla creazione di quell’effetto rete di cui la Blogosfera non può decisamente fare a meno.

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Non è una questione di numeri

Le visite sul blog Lunidata sono in costante crescita. Proprio ieri è stato superato quello che era il best day ever sia per i feed che in termini di visitatori unici. Il trend su base mensile vede un aumento del 18% dei visitatori e di oltre il 28% dei feed.

Però, come dice Debbie Weil in questo suo interessante post, ciò che conta non sono i numeri, ma ciò che si dà alla comunità, il valore che si crea.

It’s not how many; it’s what you do for your connections. Are you useful in some way? Are you providing value? If the answer is yes, and you create value over time, then you will be able to go back to your network and get something of value to you - whether it’s information or a sale.

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Solo un altro blog sulla comunicazione aziendale

Metablog nasce per soddisfare due precise esigenze. La prima è quella di separare l’utile dal dilettevole, cioè i temi strettamente legati alla mia attività professionale e pubblicati sul blog ufficiale, dai temi relativi alla passione per la comunicazione aziendale e il Web 2.0 che - in questo momento - rappresentano il dilettevole.

Il confine tra i due mondi è comunque poco delineato e le due aspetti potrebbero facilmente invertirsi il ruolo.

La seconda esigenza e quella di fornire un supporto pratico alla teoria dei corporate blogs che sto cercando di sintetizzare in quella che sarà la mia tesi di laurea in Comunicazione e Marketing che dovrei riuscire a discutere entro l’autunno di quest’anno.

Già, con circa 15 anni di ritardo mi sto avvicinando all’ambito traguardo del pezzo di carta da appendere in ufficio. Di questo comunque avrò modo di parlare nei prossimi articoli. Stay tuned!

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